Utente: Raldi
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classe 1989 piacere di conoscerti!!! Semplicemente un idiota qualunque con un computer, un cuore, una mente confusa, un blog e parecchi sogni che sfumano giorno dopo giorno. Perchè dovrebbe interressare quello che scrivo? Perchè ho la pretesa di nascondere sempre un messaggio dietro le mie parole
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lunedì, 26 ottobre 2009
Nato sbagliato - ottava parte

Ben tornati cari lettori, ci risiamo.
Cominciamo la settimana nuova con un nuovissimo episodio di
nato sbagliato, vi ho lasciato forse per troppo tempo con l'acquolina in bocca, ma settimana scorsa non ero dell'umore di postare un nuovo capitolo.
Avevamo lasciato il nostro eroe alla fine del suo flashback, ripercorrendo la sua giornata tipo prima che scivolasse via con il suo monopattino.
 

 
*********************************

“Non funziona internet!”, una voce antipatica ed altezzosa si alza dal divano “Cosa?”, il ragazzo finge di non aver capito prendendo tempo mentre si leva le scarpe sull’ingresso. “Internet, hai presente quella cosa che paghiamo per farti vedere sul computer tante cose interessanti dal mondo? Ecco non funziona!” “Si lo so cosa è internet, sai ci lavoro con le cose interessanti provenienti dal mondo. Ma io cosa ci dovrei fare se non funziona?” “Ho pagato per farti diventare perito informatico? Allora risolvi il problema! Chiama il servizio clienti se non sei capace” “Perché non lo hai chiamato tu dato che sei arrivato a casa prima di me?” “Ma con chi credi di stare a parlare eh? Io sono stato tutto il giorno in carrozzeria a sgobbare ed è questo il ringraziamento?” “Io sono andato in giro a divertirmi invece!” “Capirai che fatica, il signorino è andato a lavorare oggi, vuoi un applauso? Sarà mica un lavoro quello che fai tu?” “Mi dai almeno il tempo di entrare in casa?” “Si ma muoviti che poi dobbiamo guardare sulla banca se mi sono arrivati certi bonifici” “Mi pareva strano, soldi soldi soldi, solo a quelli sanno pensare”, il ragazzo mormora fra se e se mentre se ne va verso la camera per diagnosticare il problema della connessione. “Che hai da sbuffare?”, il padre irrompe nella camera desideroso di far vedere chi porta i pantaloni in casa. Da quando il figlio ha un lavoro ed è economicamente indipendente sente di aver perso il controllo che aveva su di lui e la cosa lo manda in bestia. Cerca in ogni modo di attaccar briga come se volesse dimostrare qualcosa a se stesso. “Hai mai pensato che un apparecchio elettronico per funzionare abbia bisogno della corrente?”, sarcastico il ragazzo risponde a dovere. Oramai sa bene che il padre su di lui non ha più potere. E’ un po’come in quei documentari coi leoni nella savana: Il capobranco viene attaccato dal giovane leone desideroso di diventare il nuovo capo. Il rapporto tra padre e figlio è praticamente identico. “Cosa vuoi dire?” “Come puoi pretendere di usare internet se questo apparecchio, che tu, nella tua infinita ignoranza, sai benissimo essere fondamentale per la connessione, ha il filo dell’alimentazione staccato?” Accortosi dell’imbarazzante svista il padre gira i tacchi e torna verso la sala. “Muoviti a venire a mangiare che se no si fredda”, il ragazzo si compiace con se stesso per la lezione data al genitore e raggiunge la famiglia a tavola. Mentre prende posto si ricorda di qualche anno prima, quando dopo essere stato a Varese di nascosto per incontrare la sua biondina, rincasava (spesso e volentieri in ritardo sul coprifuoco pomeridiano), e si sedeva a tavola. A cena cercava di non dare troppe spiegazioni su cosa avesse fatto il pomeriggio, anzi, se possibile, cercava di schivare ogni qualsivoglia discorso coi genitori carcerieri. Loro non avrebbero certamente compreso le ragioni di quelle fughe, avrebbero invece cercato di ostacolarle con ogni mezzo, liquidandole come inutili e stupide perdite di tempo e di denaro.
Dopo cena, stringendosi nel suo piumino si ricongiungeva con quelli del parchetto, lasciava che il “demone” riprendesse possesso del suo corpo e tutti insieme aspettavano l’arrivo della 64 facendo progetti per la serata. Al capolinea della 14 si incontravano con ragazzi di compagnie amiche e aspettavano tutti insieme il tram. Quell’incontro per andare in città gli sembrava una scena uscita da “I guerrieri della notte”, la cosa un poco lo inorgogliva anche. Gli piaceva vedersi come la via di mezzo tra Ajax e Swan: forte di pugno, invincibile, ma anche sveglio di cervello. Infatti era lui che si sobbarcava la responsabilità di riportare tutta la compagnia a casa sana e salva a fine nottata.


*********************************

Un piccolo siparietto che ci catapulta di nuovo in un nuovo flashback.
La storia cominacia a delinearsi bene nella mia testa, riesco a vederne una trama ben distinta e so già come farla proseguire.
Quello che mi manca realmente è una conclusione appropriata, ma del resto come farebbe ad essere diversamente. dal tronde deve ancora essere vissuta questa
conclusione.


Raldi @ 11:24 | commenti (18)|

martedì, 20 ottobre 2009
Certo che ne è passata di acqua sotto i ponti...

Non è strano come cambiano le persone.
Si cresce, è inevitabile, ma è di una tristezza infinita.
Mi sono accorto che scrivendo
Nato Sbagliato mi sto raccontando. Sto scrivendo una vita di ricordi, un racconto scandito da episodi, allegri e tristi che ho vissuto.
E' un po' come mettersi a confronto con se stessi. Sembra di stare di fronte ad uno specchio che riflette la propria immagine ringiovanita.
E' triste come cosa. Rivedersi piccoli ai tempi della scuola. Ci si accorge che si è cambiati parecchio. Anche quando si prometteva di non cambiare mai. Si credeva ancora in valori genuini. E si vedeva il mondo in solo due colori Bianco e nero. E ora invece... si sono scoperte una marea di tonalità di grigio.
La malinconia certe volte mi assale mentre scrivo, e la cosa non mi è mai successa. Mi torna in mente il mio primo amore, e mi rendo conto di quanto bruciava dentro quel sentimento. Dei crampi alla bocca dello stomaco e di tutte quelle belle promesse sullo stare insieme per sempre.
Parole stupide in bocca ad un quindicenne che però ci credeva sul serio quando le diceva, e che ora porta una profonda cicatrice sul petto con il suo nome.
Tutto quello che è stato dopo si è avvicinato a quel sentimento ma non lo ha mai eguagliato in intensità di emozioni. Penso che non potrà mai tornare un covktail di sentimenti così bruciante.
Rileggo di vecchi amici e di fredde serate passate nel parchetto su quella panchina. Mi ricordo come ero e mi confronto con il me che sono ora.
Un cattivo elemento. Così mi vedeva la mamma della biondina, e infondo penso che non avesse tutti i torti. Ero uno spostato mentale, un teppista, eppure trattavo sua figlia come una principessa. Ho sempre pensato che fu lei a salvarmi da me stesso e farmi capire che un futuro c'era anche per uno come me.

Era qualcosa del genere tra di noi, lei tutta carina e pulita, io un rozzo scimmione non alla sua altezza.
Eppure insieme era una chimica perfetta. Almeno a me sembrava così. Il tempo poi dimostrò che mi sbagliavo.
Ma purtroppo si cresce, ci si lascia, si passa da una storia senza capo ne coda ad un'altra e intanto si finisce la scuola e arriva il momento di farsi una busta paga.
Si abbandonano i sogni semplici come quello di fare il meccanico di moto o di andare a vivere in montagna, per cosa?
Per un bonifico di 1000 euro al mese sul conto corrente ecco cosa.
Si comincia una nuova storia con una nuova ragazza impegnandosi nel cercare di farla funzionare a dovere (oramai l'amore ha cambiato completamente significato. E' svanita quella dolce illusione che rendeva tutto così magico quando avevi quindici anni), si cerca di mettere la testa a posto per costruire qualcosa di concreto (come vorrebbero i tuoi genitori), si ingoiano rospi come fossero caramelle, si abbassa la testa e si chiudono gli occhi per non vedere. E alla fine... ci si abitua.
Guardandosi allo specchio non si può che provare ribrezzo per se stessi. La nauesea comincia a farla da padrona.
Si cerca ogni singolo appiglio per dimostrare a se stessi che non si è caduti così in basso, e intanto ci si sistema per andare in ufficio bello e pulito, così magari raccimoliamo qualche 100 euro in più a scadenza contratto o almeno un misero rinnovo.
Non è così che vedevo me stesso proiettato nel futuro. Quel bambino nello specchio mi guarda con disgusto ed è come una pugnalata al costato.
Intanto il cervello macina pensieri come fossero chicchi di caffè. Si vede ogni paranoia amplificata, e ci si rende conto che bisogna fare qualcosa. Decidi di rimboccarti le maniche e sforzarti per realizzare uno dei tuoi desideri di sempre, almeno uno per creare la tua piccola felicita. Ti ritrovi messo davanti ad una scelta: Te stesso o i tuoi affetti, una domanda ingiusta.
Abbassi le orecchie e rimandi la scelta ad una data migliore. E intanto soffri. E nessuno sembra accorgersene e la cosa ti fa soffrire di più.
Ti domandi se ami troppo chi ti sta accanto e sei troppo buono, oppure se ami troppo poco e sei solo un egoista. La realtà è che neanche tu sai cosa sei.

Uno sfogo come tanti, oggi mi sento triste e malinconico, è uno di quei giorni in cui vorresti mandare a fanculo tutti e fare solo quello che ti rende felice.
Ti senti stanco e disgustato e decidi di dire le cose come stanno sperando (inutilmente) che sortiscano un qualsiasi effetto dirompente che ti cambi la vita.
Chiedo scusa a me stesso e a voi lettori.


Raldi @ 11:23 | commenti (27)|

mercoledì, 14 ottobre 2009
Costretto in casa dalla mallattia...

... Il povero Raldi non può far altro che ciondolare amaramente sul divano.
Cerca di passare il suo tempo leggendo riviste e guardando il film di snowboard dell'anno.
 

E' quasi masochismo l'essere relegato in casa e farsi del male con simili immagini

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Dalla sua cuccia di tanto in tanto butta un rapido occhio su facebook e sul suo blog. Alla vista di certe immagini la sua fantasia vola alta. Parecchio alta

Guardando fuori dalla finestra vede un cielo che poche volte Milano riesce a regalargli. E lui non può uscire a goderselo.
Gli ricorda il cielo di Les Deux Alpes ad agosto.

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Il programma per questa sera era già pronto: Sarebbe andato ad arrampicare in palestra e poi via di corsa alla festa Burton per rincontrare alcuni della combricola di Les Deux Alpe

Invece è costretto a rimanere in casa. Occupa il suo tempo organizzando le sue prossime uscite in montagna.
Voci di corridoio sul faccialibro dicono che al Passo del Tonale sono già caduti 30 centimetri di neve, il che lo fa sognare per la stagione in arrivo.

100_2625Lo zaino è pronto e l'attrezzatura è ben sistemata in attesa della prima buona occasione per correre in montagna (che sia una semplice passggiata o un'arrampicata o una discesa in neve fresca poco importa al giovane, l'importante è stare nel suo ambiente preferito).

100_2569

Non resta quindi altro da fare che poggiare la tesa sul cuscino e infilarsi sotto la copertina augurandosi di guarire in fretta.

100_2624

Accucciato nel suo giaciglio il giovane sorride mentre sonnecchia felice. Starà sognando qualche cima innevata o qualche pendio accarezzato dal vento (O magari un calda e squisita polenta con lo spezzatino in baita con un bicchiere di vino, dopo una giornata passata al freddo in mezzo alla neve).
In ogni caso, qualsiasi cosa stia sognando, sicuramente il suo sogno comincia così

100_2543

Una valigia con lo stretto indispensabile per un lungo viaggio, e tutta la sua attrezzatura per fare ciò che più lo fa sentire bene.
Chissà quali avventure lo attenderanno dopo questa fastidiosa incombenza della malattia che lo tiene bloccato in casa?


Raldi @ 16:26 | commenti (17)|

martedì, 13 ottobre 2009
Voi ci avete mai provato a...

... ingoiare una pastiglia con il mal di gola?
Io ho appena fatto quest'orribile esperienza circa venti minuti fa, e tutt'ora il dolore persiste vivo e allegro nella mia gola.
Esatto, il vostro amato bloggher è ammalato!
Prima che vi facciate prendere dal panico da contagio, No, non è la suina. E' solamente un cazzo di mal di gola, che si sta trascinando dietro tutti i suoi strascichi del caso (naso che cola quantità indiscrevibili di una sostanza giallognola e appicicaticcia, male alle orecchie, un mal di testa che mi fa venir volgia di prendere a testate il separeo dell'ufficio, e chi più ne ha più ne metta)
E' da domenica che ste casso di placche in gola mi stanno assediando, e tra l'altro ieri avevo anche l'annuale visita medica per l'abilitazione a fare agonismo.
Tra il mio stato di convalescenza e l'incapacità della para-infermiera (mi rifiuto di chiamarla infermiera) filippina è stata un'impresa riuscire a passarla.

Para-infermiera filipiina (pff): Quando ielo dico soffi forte nel tubetto
Raldi: Si capito
pff: Soffi
R: fuuuu
pff: Non basta, rifacciamo
R: fuuuuuuuuuu
pff: Non le avevo dato il via...
R (già con un bronco in gola): va bene
pff: Ok ora...
R: fuuuuuuuuuuuuuuuuuu
pff: Non basta, un'altra volta se no non potrà passare l'esame
R: Se va beh, mi faccia prendere bene fiato...
Pff: Ora!
R: FUUUUUUUUUUUUUUUU
Pff: Complimenti, questo si che era giusto
R: ...
pff: Si sente bene?
R: ...

Poi ovviamente è stata la volta del sottosforzo, che praticamente consiste in un elettrocardiogramma prima e dopo lo sforzo.
Il problema è che lo sforzo consiste nell'andare su e giù da un gradino alto quanto la mia coscia, a piedi nudi, quindi dopo un po' non tanto per la fatica quanto per il dolore ai piedi non ce la fai più a fare su e giù. Dopo 3 minuti di dolore ai piedi devi correre sul lettino, farti attaccare tutti i tubetti e stare immobile. E fin qua nulla di complicato, non fosse che l'infermiera idiota non riesce a far attaccarmi quesi benedetti tubetti al petto.
E quindi ho dovuto rifare l'esame tre volte, sforzo e dolore ai piedi compreso.
poi è stata la volta dell'esame degli occhi, e ho avuto la riprova di quello che sospettavo da un po di tempo.
Mi è calata la vista!
Dai miei 11/10 di cui andavo più che fiero, a un misero 9/10 (secondo il tabellone del medico).
Il fatto è che ad esempio ho notato che se devo mettere a fuoco delle scritte distanti ho bisogno di un po più di tempo per renderle leggibili. Ad esempio coi cartelli per strada. Seconod me è colpa del mio lavoro davanti al pc...


Raldi @ 10:25 | commenti (12)|

mercoledì, 07 ottobre 2009
Nato sbagliato - settima parte

Come vi avevo promesso sono ritornato sul racconto e lo ho (a mio parere) migliorato.
Penso sinceramente che ora la cosa possa soddisfare i lettori più esigenti (
Optical è esclusa dalla lista dei lettori esigenti).
In questa settima puntata faremo un balzo nel presente, un piccolo intramezzo (se vogliamo anche ironico) per raccontare uno spaccato della vita presente del nostro eroe.
Il quadro del racconto oramai è ben fisso nella mia mente (approssimativamente).

Vi ricordate
? Avevamo lasciato il nostro giovane "eroe" sul treno per Varese durante una delle sue fughe del sabato pomeriggio. Ma non ci perdiamo in chiacchere e via con il settimo episodio.

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Alla stazione di Varese trovava finalmente la sua biondina, e tutto si sistemava. Passeggiavano ore e ore mano nella mano su e giù per il corso, dentro e fuori dai negozi, nel centro commerciale, al McDonald’s, in gelateria e al mini golf.
Purtroppo però alla sera si finiva inevitabilmente di nuovo alla stazione. Lei singhiozzava. Lui cercava di consolarla e tirarle su il morale, quando avrebbe avuto bisogno di essere confortato lui stesso.
Saliva sul treno come un condannato a morte sul patibolo. Prendeva posto su una poltrona e poi parlava con la biondina attraverso il finestrino, per quei pochi istanti prima della partenza.
Il viaggio di ritorno era diverso da quello di andata, non vedeva più nessuno di quel suo immaginario piccolo esercito di innamorati (se li era ormai figurati vittoriosi e trionfanti che giacevano con le loro compagne e compagni in un caldo letto davanti al fuoco, un pensiero molto romantico).

Su quel treno c’erano soltanto ragazzi diretti in discoteca. Scendevano a Milano per abbracciare ciò da cui lui tentava di sfuggire. La notte cominciavano a inghiottire il panorama e quell’avanzata verso l’inferno era sempre troppo veloce. Neppure le decorazioni natalizie sparse per la città lo tiravano su di morale, anzi lo rendevano triste a malinconico.
“Il natale, certo che manca ancora parecchio a natale”, seduto sulla sua sedia da ufficio, il ragazzo si dondola distrattamente fissando il soffitto. Mani dietro la nuca e una biro che gli pende dalla bocca.
“Che diavolo hai detto?”, il vicino di scrivania, notando che il ragazzo stava parlando, si leva le cuffiette dalle orecchie con fare scocciato.
“No, dicevo… manca ancora un bel po’a natale”, le parole del vicino lo riportano bruscamente alla realtà dell’ufficio, si sistema sulla sedia e accende il pc.
“Secondo me tu ti droghi! Ma di roba bella pesante mi sa”
“Se vuoi ti faccio conoscere il mio pusher, ti farebbe bene anche a te un poco della mia droga”
“No grazie, la cocaina non fa per me”
“E chi ha mai parlato di cocaina?”
“Neppure la marijuana e le anfetamine mi piacciono”
“Ma che cazzate vai sparando?”
“Minchia vai giù di eroina? Sei messo male allora”
“Che viaggi assurdi ti fai? Poi sono io quello che gli manca qualche rotella”, il ragazzo si alza e ciondola fino alla macchinetta del caffè. Intanto il vicino si rimette le cuffiette e lo guarda allontanarsi.
“Comunque secondo me, quello si droga di brutto”
La giornata al lavoro non può che passare come al solito: Accensione del pc, rapida carrellata di tutti i siti di interesse personale (facebook, blog personale e di altri conoscenti virtuali, corriere della sera e infine un veloce controllo di un portale di snowboard al quale è iscritto), dopo si comincia con il lavoro vero e proprio (Ovviamente dopo aver messo su le sue cuffiette e aver fatto partire della buona musica): comincia a digitare sulla tastiera righe e righe di codice, fermandosi solamente per andare in bagno o per aspettare il caricamento delle pagine sul computer (di solito occupa questi tempi morti buttando qualche occhiata a facebook e a qualche giochino online). Finito un progettino o arrivato ad una tappa intermedia si prende una breve pausa per sgranchirsi le gambe e poi il tutto ricomincia da capo fino all’orario di pranzo. In pausa si concede qualche partitella a calcio balilla nella sala giochi del vicino centro commerciale e qualche divertente scambio di battute coi colleghi.
Dopo la pausa si ricomincia fino alle sei di sera, orario in cui schizza fuori dall’ufficio come un centometrista alla partenza della gara.
Riapre il suo monopattino, si calca per benino il cappellino di paglia sulla testa e parte dandosi un paio di spinte.
“Sto cazzo di tempo, sta mattina si moriva di caldo e ora fa quasi freddo. Dopotutto è anche giusto così dato che siamo ad ottobre oramai”.
Solito lungo viaggio in metrò condito con la lettura di qualche buon libro (il signore degli anelli nel caso specifico) e arrivo a casa per l’orario di cena.


*********************************


Molto bene. Se qualcuno non lo avesse capito sono parecchio soddisfatto di questa mia revisione partorita nella nottata (unico momento di pace) grazie all'ausilio del mio nuovo netbook. Si sta rivelando proprio un oggettino utile e sfizioso.
Come al solito vi invito a raccontarmi i vostri pareri e le vostre opinioni sull'evolversi del racconto.
Se qualcuno volesse ripassare le puntate precedenti può tranquillamente andare
qui.
Dai che vi voglio numerosi.


Raldi @ 16:36 | commenti (10)|

lunedì, 05 ottobre 2009
Che che si dica io mi ci sono messo pure d'impegno

Voi non ci crederete, ma io mi sono anche impegnato:

Raldi: "Dai sabato mattina passo a prenderti e andiamo a Riva del Garda alla BlogFest"
LordMics: "Ma non so... dovrei anche uscire con una ragazza..."
R: "Ma che te frega, tanto non te la da!"
LM: "Come sei frivolo..."
R: "Sabato sono da te alle 10 e 30 vedi di essere puntuale non come tuo solito"
LM: "E va bene... andiamo a sto raduno di
Nerd"

Sabato mattina mi sono svegliato presto e mi sono anche vestito in maniera decorosa, lo so che tanto saremmo andati ai vari BarCamp e non erqa necessario un abbigliamento elegante, ma almeno ho lasciato a casa pantaloncini e cappello di paglia.
E così alle 10 e 30 ero puntuale sotto casa del buon Lord Mics

LM: "Quanto ci vuole per arrivare?"
R: "Il TomTom dice 2 ore e mezza ma appena entriamo in autostrada pigio sul pedale del gas e risparmiamo almeno un'oretta"
LM: "Bene... saremo su per orario di pranzo... ho già fame"

Si noti che Lord Mics ha avuto per tutto il viaggio e buona parte della giornata il naso che sgocciolava sangue dato che si è tagliato nel farsi la barba.
Ad un certo punto volevo quasi fermarmi al pronto soccorso per non vederlo morire dissanguato.

LM: "Hai letto quel cartello luminoso?"
R: "..."
LM: "Allora? Hai Letto?"
R: "Dio..."
LM: "Sei kilometri di coda a Seriate... ci stiamo facendo sei kilometri di coda per andare ad un raduno di nerd te ne rendi conto?"
R: "Vorrà dire che ti offrirò un bacio dalla
dottoressa Dania alla bancarella dei baci quando arriviamo ok?"
LM: "Sempre se arriviamo... e se non muioio dissanguato prima"
R: "Vedi di non sgocciolarmi sul sedile che ho appena pulito la macchina!"

Usciti dalla coda la viabilità ha continuato ad andare a singhiozzi e anche le conversazioni sulla macchina cominciavano a degenerare.

LM: "Se uscivamo a Bergamo potevamo andare a trovare quella mia amica... di sicuro ci avrebbe alietato la giornata"
R: "Stai scherzando vero? Quella specie di scaldabagno con le maniglie dell'amore al massimo poteva finire di rovinarci la giornata"
LM: "Come sei schizzinoso. In tempo di carestia ogni buco è galleria, diceva il saggio"
R: "Non è che la cosa mi faccia venir voglia di conoscere quel roito!"
LM: "Va beh, io ho fame. E' già mezzogiorno e dobbiamo ancora arrivare a Peschiera del Garda!"

Dopo qualche minuto il TomTom ci avverte di uscire tra due Kilometri, proprio a Peschiera del Garda.

LM: "No aspetta... ma mancano 80 kilometri all'arrivo"
R: "E allora?"
LM: "Stiamo uscendo dall'autostrada, significa che saranno 80 km di provinciale..."
R: "Conosci strade alternative? Io non sono mai stato a Riva del Garda quindi mi affido al TomTom"

Proprio in quel momento ci passa sopra un'indicazione stradale con scritto "Parchi del Garda" e subito dopo la pubblicità: Gardaland

LM: "..."
R: "..."
LM: "Perchè non parli?"
R: "Ho paura di quello che potrei dire, e tu?"
LM: "Credo che tu stia pensando la mia stessa cosa?"
R: "Ma... la BlogFest, i Nerd, la Dottoressa Dania,
Macchianera, avevo promesso che sarei stato un bloggher migliore. Mi sarei ripulito e sarei diventato serio!"
LM: "Si hai ragione... dai andiamo alla BlogFest"
R: "..."
LM: "Guarda che il TomTom diceva di andare dritto, perchè hai girato?"
R: "Saremo dei bloggher seri... da Lunedi,
Prezzemolo ci aspetta"

E così siamo finiti sulle varie attrazioni del parco divertimenti, c'era poca gente e siamo riusciti a girarlo tutto, tanto da star male e da barcollare come ubriachi attendendo di salire sulla prossima giostra.

Sta mattina ho fatto l'esperienza di collegare il mio cellulare a internet per aggiornare facebook, giusto per continuare nel voler rendere più tecnologica la mai vita. Dopo aver aggiornato avevo speso 3 euro e 65, nonostante ho attiva una promozione che dovrebbe farmi pagare solo 29 cent...
Più tardi chiamerò il 190 e minaccerò di aprire un gruppo su facebook, in puro stile Nerd


Raldi @ 11:44 | commenti (11)|

venerdì, 02 ottobre 2009
C'è odore di cambiamento nell'aria...

... per i più apprensivi: No, non sono stato licenziato, e non sono cambiamenti di genere sulla mia vita personale.
Probabilemente i lettori più attenti lo avevano già percepito, io in più di un'occassiono lo avevo adombrato (o minacciato a seconda dei punti di vista).
A breve (ma conoscendo i miei tempi neanche così tanto breve), questo blog chiuderà!
Immagino gli svenimenti, le crisi di panico gli strilli convulsi che dilagano per il web.

Non vi preoccupate, non me ne vado. Solamente mi voglio imbarcare in una grande esperienza, e spero che voi (miei fedelissimi lettori) mi seguiate quando sarà il momento.
Ho intenzione di investire qualche eurino nell'acquisto di un dominio, e di svilupparmi un blog personale da me. Sfruttando le conoscenze tecniche che il mio lavoro e un pochino anche i miei studi mi hanno messo a disposizione voglio creare qualcosa di buono e di allettante anche per voi cari lettori.
Per come l'ho pensata sarà un'esperienza a 360°, forse un progetto un poco megalomane, ma voglio creare qualcosa di professionale e serio, che si distacchi parecchio da alcuni miei post passati che (sarò io il primo a dirlo) possiamo definire tranquillamente "web spazzatura".
Ma non vi preoccupate troppo, il tutto è ancora un qualcosa di fumoso che vaga nel mio lato creativo del cervello, deve prendere ancora forma su carta e poi sull'hard-disk del mio pc (che prossimamente subirà formattazione), e solo poi in rete.

Quindi per un pochino di tempo mi vedrete ancora girovagare su questi canali, e proverò ancora per un po di tempo la
nuova piattaforma di splinder. E poi dovrò cercare una persona che ne capisca di grafica web per aiutarmi a progettare il mio nuovo blog e per fare una bella grafica. Ci sono candidati in sala?
Dai su ditemi, cosa ne pensate di questa idea? Cosa ne pensate di un Raldi in versione 2.0 ripulito serio (ma a chi ci crede sulla serietà, certo sarò molto più arguto e ricercherò un linguaggio più pulito prometto)
Dai dai, ditemi, sono curioso

AGGIORNAMENTO DELL'ULTIM'ORA

Sul filone del mio voler ripulirimi blogghisticamente e via dicendo, proprio per andare ad evolvermi nel Raldi v. 2.0, sabato pomeriggio mi potrete trovare a girovagare per la BlogFest 2009 a Riva del Garda, in compagnia del buon Lord Mics.

BlogFest 2009: Io ci sono!

Se qualcuno dei lettori abituè o dei passanti occasionali per queste pagine si trovasse a vagare in quel Riva del Garda sabato 03 ottobre (cioè domani) ci può trovare in giro per i numerosi eventi e BarCamp, in particolare penso che potrete trovarci a curiosare all'ErotiCamp, dove sarebbe praticamente blasfemo non fermarsi.
Va bene ripulirsi e tutto, ma in fin dei conti Raldi è pur sempre Raldi.


Raldi @ 11:07 | commenti (7)|