

*loading*
Template: LordMics
Immagine e Vignette: Raldi
A voi piace il silenzio?
No sul serio, fermatevi un attimo, spegnete le casse dello stereo, cercate di rendere lo spazio che vi circonda il più insonorizzato possibile e ascoltate.
Vi piace quello che sentite?
A me il silenzio piace da morire, mi piace sentire il vuoto. Mi da una sensazione di pace, tranquillità, calma.
Penso che sia per questo che mi piace da matti stare in piedi la notte quando tutti dormono e in casa c'è finalmente silenzio.
E' anche vero che i silenzi non sono tutti uguali, ci sono momenti in cui il silenzio è piacevole, anzi è quasi obbligatorio.

Come fai a non startene un po' zitto davanti a una simile vista? (Arrivo del trenino sul Monte Generoso - Mendrisio (in lontanaza Monte Rosa e Cervino))
Non puoi far altro che spegnere il lettore mp3 e fermarti un attimo a guardare.
Per un dannato minuto non puoi non mettere in pausa tutto quel frastuono che hai nel cervello e non pensare a nulla.
Ci sono poi momenti in cui vorresti il silenzio, ma sembra impossibile averlo.

In certi momenti, io mi creo una sorta di silenzio immaginario, come se staccassi il jack audio delle orecchie, e il silenzio è fatto. Al massimo si sente giusto un piccolo ronzio di sottofondo.
In questi momenti la mente vaga. Il pensiero naufraga e ti ritrovi a pensare cose che non stanno ne in cielo ne in terra.

Ti saltano fuori progetti folli campati per aria. Talmente folli che potrebbero addirittura essere veri.
Sono progetti piacevoli in fin dei conti. Ti ritagli vari spazi di tempo per pensarci e per affinarne i particolari.
Tanto che dopo qualche tempo ti convinci che non sono poi tanto folli, anzi, sono fattibilissimi. Basterebbe solo...

Forse però è meglio che non ti distrai troppo mentre sei nel traffico cittadino!
Ma non divaghiamo, torniamo all'argomento principale: il silenzio.
Alla fine invece ci sono silenzi (sembra banale dirlo) che fanno più rumore di un elefante in preda ad un attacco di isterismo.
Sono quei silenzi che cerchi di coprire alzando il volume dell'autoradio. Quelli che cerchi di spezzare facendo qualche colpo di tosse o lasciandoti andare a brevi disquisizioni metereologiche: "Fa freschino questa sera!"(ed altre che non sto qui a scrivere per la banalità).
Sono quei silenzi che ti mettono addosso una specie di angoscia. Sono tristi. Tristi come un funerale in Novembre, a Lodi, con la Nebbia, e il carro funebre ha anche bucato una gomma. (cit. Oggi sposi)
Cosa fare in questi momenti?
Quasi in automatico sfuggi da questa situazione scomoda e ritorni in quella piccola stanzetta del tuo cervello per tornare ad affinare i tuoi progetti. Ed è in questi momenti che le follie ti sembrano l'unica via di fuga, l'unica ancora di salvezza.
Poi alla fine qualcuno rompe quel silenzio improvvisamente.
"Buona notte..."
"Notte..."
"A domani..."
Non resta altro da fare che inserire la prima e lasciar scivolare l'auto verso casa, fare una passeggiata con Pit, e poi mettersi a letto con il netbook sulle ginocchia per scrivere qualcosa .
Scrivere per potersi sentire, in una notte silenziosa in cui tutto tace e finalmente posso avere un po di pace... anche io (Mancherebbe solo una sigaretta, in certi momenti ho proprio voglia di arrotolarmi una sigaretta come ai vecchi tempi).
Raldi @ 11:32 | commenti (11)|
