Utente: Raldi
Nome: Luca Raldiri
classe 1989 piacere di conoscerti!!! Semplicemente un idiota qualunque con un computer, un cuore, una mente confusa, un blog e parecchi sogni che sfumano giorno dopo giorno. Perchè dovrebbe interressare quello che scrivo? Perchè ho la pretesa di nascondere sempre un messaggio dietro le mie parole
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martedì, 20 ottobre 2009
Certo che ne è passata di acqua sotto i ponti...

Non è strano come cambiano le persone.
Si cresce, è inevitabile, ma è di una tristezza infinita.
Mi sono accorto che scrivendo
Nato Sbagliato mi sto raccontando. Sto scrivendo una vita di ricordi, un racconto scandito da episodi, allegri e tristi che ho vissuto.
E' un po' come mettersi a confronto con se stessi. Sembra di stare di fronte ad uno specchio che riflette la propria immagine ringiovanita.
E' triste come cosa. Rivedersi piccoli ai tempi della scuola. Ci si accorge che si è cambiati parecchio. Anche quando si prometteva di non cambiare mai. Si credeva ancora in valori genuini. E si vedeva il mondo in solo due colori Bianco e nero. E ora invece... si sono scoperte una marea di tonalità di grigio.
La malinconia certe volte mi assale mentre scrivo, e la cosa non mi è mai successa. Mi torna in mente il mio primo amore, e mi rendo conto di quanto bruciava dentro quel sentimento. Dei crampi alla bocca dello stomaco e di tutte quelle belle promesse sullo stare insieme per sempre.
Parole stupide in bocca ad un quindicenne che però ci credeva sul serio quando le diceva, e che ora porta una profonda cicatrice sul petto con il suo nome.
Tutto quello che è stato dopo si è avvicinato a quel sentimento ma non lo ha mai eguagliato in intensità di emozioni. Penso che non potrà mai tornare un covktail di sentimenti così bruciante.
Rileggo di vecchi amici e di fredde serate passate nel parchetto su quella panchina. Mi ricordo come ero e mi confronto con il me che sono ora.
Un cattivo elemento. Così mi vedeva la mamma della biondina, e infondo penso che non avesse tutti i torti. Ero uno spostato mentale, un teppista, eppure trattavo sua figlia come una principessa. Ho sempre pensato che fu lei a salvarmi da me stesso e farmi capire che un futuro c'era anche per uno come me.

Era qualcosa del genere tra di noi, lei tutta carina e pulita, io un rozzo scimmione non alla sua altezza.
Eppure insieme era una chimica perfetta. Almeno a me sembrava così. Il tempo poi dimostrò che mi sbagliavo.
Ma purtroppo si cresce, ci si lascia, si passa da una storia senza capo ne coda ad un'altra e intanto si finisce la scuola e arriva il momento di farsi una busta paga.
Si abbandonano i sogni semplici come quello di fare il meccanico di moto o di andare a vivere in montagna, per cosa?
Per un bonifico di 1000 euro al mese sul conto corrente ecco cosa.
Si comincia una nuova storia con una nuova ragazza impegnandosi nel cercare di farla funzionare a dovere (oramai l'amore ha cambiato completamente significato. E' svanita quella dolce illusione che rendeva tutto così magico quando avevi quindici anni), si cerca di mettere la testa a posto per costruire qualcosa di concreto (come vorrebbero i tuoi genitori), si ingoiano rospi come fossero caramelle, si abbassa la testa e si chiudono gli occhi per non vedere. E alla fine... ci si abitua.
Guardandosi allo specchio non si può che provare ribrezzo per se stessi. La nauesea comincia a farla da padrona.
Si cerca ogni singolo appiglio per dimostrare a se stessi che non si è caduti così in basso, e intanto ci si sistema per andare in ufficio bello e pulito, così magari raccimoliamo qualche 100 euro in più a scadenza contratto o almeno un misero rinnovo.
Non è così che vedevo me stesso proiettato nel futuro. Quel bambino nello specchio mi guarda con disgusto ed è come una pugnalata al costato.
Intanto il cervello macina pensieri come fossero chicchi di caffè. Si vede ogni paranoia amplificata, e ci si rende conto che bisogna fare qualcosa. Decidi di rimboccarti le maniche e sforzarti per realizzare uno dei tuoi desideri di sempre, almeno uno per creare la tua piccola felicita. Ti ritrovi messo davanti ad una scelta: Te stesso o i tuoi affetti, una domanda ingiusta.
Abbassi le orecchie e rimandi la scelta ad una data migliore. E intanto soffri. E nessuno sembra accorgersene e la cosa ti fa soffrire di più.
Ti domandi se ami troppo chi ti sta accanto e sei troppo buono, oppure se ami troppo poco e sei solo un egoista. La realtà è che neanche tu sai cosa sei.

Uno sfogo come tanti, oggi mi sento triste e malinconico, è uno di quei giorni in cui vorresti mandare a fanculo tutti e fare solo quello che ti rende felice.
Ti senti stanco e disgustato e decidi di dire le cose come stanno sperando (inutilmente) che sortiscano un qualsiasi effetto dirompente che ti cambi la vita.
Chiedo scusa a me stesso e a voi lettori.


Raldi @ 11:23 | commenti (27)|

venerdì, 18 settembre 2009
Benvenuti al CAI di Milano

Innanzitutto comincerei con il chiedervi una cosa: Che cazzo è successo alla home di Splinder? Ho avuto un mezzo colpo quando ho visto apparirmi sta roba tutta stilosa, mo devo un po capire come funziona anche la pagina degli editor e dei tag che ho appena notato esserci scritte in ogni dove.
Ma veniamo al punto:

Mercoledì sera sono andato alla presentazione del corso di arrampicata organizzato dal
CAI di Milano presso la scuola CAI SEM per vedere come era strutturato il corso e per proseguire con l'iscrizione e gli incartamenti vari.
Pensavo che ad un corso del genere avrei trovato i soliti 4 studentelli universitari appassionati di montagna che volevano trovare qualcosa da fare nelle loro serate in città. Invece mi sono ritrovato a condividere una manciata di metri quadri con 75 persone (intenzionati ad iscriversi) e relativi accompagnatori non interessati al corso.
Li per li penso che sia una cosa abbastanza rinomata se attira così tanta gente e che sia anche seria come cosa; poi mi vedo entrare l'oratore: Bavaria da mezzo litro in mano, sorseggia allegramente aspettando i ritardatari. Il che comincia a dirla lunga...
Si avvicina al proiettore per far partire un filmato introduttivo e si ritrova a litigare con il pc lento (farei notare che è il suo personale), e via giù a chiamare a raccolta buona parte del firmamento e di tutti i santi, madonna inclusa.
Dopo il filmato si passa a guardare le foto e al suo discorso (anche qui problemi con le foto che "andavano avanti da sole"), dove ci delizia per un buon tre quarti d'ora su ciò che questo corso non è (la bavaria da mezzo litro intanto è ancora ben salda nella sua mano e di tanto in tanto la utilizza per bagnarsi la gola)
Nel mentre ritiene che sia utile renderci anche partecipi del fatto che il corso ha subito una variazione di prezzo da 200 euro a 180, pavoneggiandosi per l'abbassamento di costo.
Ma ci dice anche che il numero dei partecipanti è chiuso (notizia del tutto nuova, infatti tutti si sono guardati intorno un po sgomenti) e che i posti sono solo 14 (che con 75 aspiranti cominciano a diventare un po pochini non torvate?).
Ci viene dato da compilare un modulo (con domande scherzose che lasciano il tempo che trovano) dove dobbiamo scrivere se abbiamo già seguito corsi e se abbiamo arrampicato (personalmente ho trovato più che utile lo scrivere che ho già arrampicato in falesia arrivando a fare un 5c da secondo, che non è proprio pochino per un principiante) e poi veniamo messi in fila.
Una lunghissima fila durata più di un'ora e venti, per prendere parte ad un colloquio in base al quale verremo selezionati.
Il colloquio è ambientato nella più totale confusione, amici di vecchia data che entrano e salutano gli organizzatori, la Bavaria da mezzo litro ben salda nelle mani dei responsabili e la presenza di lattine accartocciate ad indicare che una buona dose di Bavaria era già stata bevuta. Tutto in un bel clima molto "volemose bene, che se mi state simpatici vi porto ad arrampicare".

Perchè in effetti il colloquio si basa su questo:
"Come ti chiami?"
"Ah fai judo a livello agonistico, quindi bisogna prenderti per forza" (tra l'altro in più di un'occasione ha menzionato i corsi di judo con un certo disprezzo, anche nel modulo d'iscrizione)
"Hai già arrampicato, dove?"
"Hai fatto un 5c da secondo, l'obbiettivo di questo corso è arrivare a fare un 5c da primo senza problemi e poi proseguire. Ma come lo hai fatto il 5c... appendendoti?" (battuta che non ho ben capito ma va beh)
"Se passerai la selezione domani ci setiamo via mail"
(si noti che con le ragazze di bella presenza il colloquio era un tantinello più approfondito, per questo la fila è stata così lunga)
E basta...

Ieri ricevo la mail che mi informa che non sono stato ammesso al corso (cominciavo anche a non sperarci più in questa mail) dove si scusano se per caso qualcuno che era intenzionato a seguire il corso con impegno (no io mi iscrivo tanto perchè avevo 200 euro che mi avanzavano e non sapevo dove buttarli) non è stato preso, ma così vanno le cose.
La cazzata finale è stata quella di aver reso visibile nella mail l'indirizzo di tutti i partecipanti esclusi (la privacy non sappiamo manco dove sta di casa).
Infine ci informava che ieri sera il CAI di Cinisello Balsamo faceva la presentazione del suo corso di arrampicata. (Allora mi vuoi prendere per il culo... dillo che ti diverti)

Ora io come altri si pensava che il CAI di Milano, avesse una certa organizzazione ben fatta. Che riuscissero a fare dei corsi ben sviluppati e che soprattutto non facessero dei corsi mini (14 persone manco una sezione di periferia li fa così piccoli) o che, almeno lo avrebbero scritto da qualche parte che avrebbero preso solo 14 persone.

Detto questo ho deciso che mi cercherò una palestra diversa dove seguire un corso e mi sono rimesso alla ricerca trovandone una FASI che forse fa al caso mio. Ora attendo informazioni sui loro corsi.

Un bello schifo grazie CAI di Milano


Raldi @ 10:44 | commenti (17)|