Utente: Raldi
Nome: Luca Raldiri
classe 1989 piacere di conoscerti!!! Semplicemente un idiota qualunque con un computer, un cuore, una mente confusa, un blog e parecchi sogni che sfumano giorno dopo giorno. Perchè dovrebbe interressare quello che scrivo? Perchè ho la pretesa di nascondere sempre un messaggio dietro le mie parole
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lunedì, 09 novembre 2009
Di sogni e belle speranze non abbiamo mai parlato

I più attenti di voi oramai avranno già capito quali sono i miei sogni e le mie belle speranze, ma penso che sia giunto il momento di parlarne apertamente.

Dunque, bisogna trovare un buon punto di partenza: Gli eventi raccontati in Nato sbagliato mi sembrano un ottimo punto da cui cominciare.
Da piccolo non ho mai avuto grossi sogni nella vita, infatti quando i miei compagni d'asilo volevano fare i poliziotti o i dottori, io volevo fare il carrozziere. Aspiravo semplicemente a seguire le orme di mio padre.

io e papàPoi crescendo si cambia, è inevitabile.
Ho cominciato a farmi dei miei interessi e anche (perchè no) delle piccole aspettative un po' romantiche (diciamo).
Facendo judo, e vincendo le prime garette non potevo non pensare che fossi bravino, e che magari quella del atleta professionista fosse la mia strada. (Prima badilata in faccia)

2009_06070008Mi ero appassionato alle moto custom (stile Harley-Davidson per i non avezzi) e, avendo un background da carrozziere, il passo fu breve. Pensai di aprire una bella officina di moto dove avrei elaborato e costruito gioiellini custom su due ruote. (seconda badilata in faccia)


Alla fine ho assecondato la mia passione per la montagna, e ho sognato di trasferirmi nell'ambiente alpino, pensando anche di diventare guardia forestale o alpino.
Ero in quarta superiore quando comincia a progettare la mia fuga da Milano: L'idea di massima era quella di prendere la patente e finire la scuola superiore il più in fretta possibile, cominciare a frequentare con assiduità settimanale la mia casa sopra Varese e iniziare piano piano anche a dargli una sistemata. Trovarsi un lavoro (che poteva benissimo essere il meccanico o il carrozziere) e finire con il trasferirsi in pianta stabile sopra Varese (non sarebbero state chissà quali montagne, ma li ho parecchi amici e il trasferimento non mi sembra neppure dei più drastici).
Tutto procedeva nel migliore dei modi, fino a quando un mattino di marzo, mentre mi trovavo su di un treno per Budapest baciai una ragazza.


Da quel momento tutto cambiò: Misi da parte il mio piccolo sogno di fuga per accettare quella felicità istantanea che mi veniva proposta. Parlai già tempo addietro di quel giorno in cui presi feci una scelta.
Mi trovai un lavoro in un piccolo ufficio e non pensai troppo al futuro, visitavo la montagna sporadicamente giusto con un poco di malinconia addosso e niente più. Tutto svaniva più o meno al rientro a Milano.
Poi, un bel giorno di Dicembre, successe qualcosa. Un evento che mi avrebbe cambiato la vita. Fui tirato in mezzo per una gita in quel Pila. Era già da qualche anno che volevo provare lo Snowboard e colsi l'occasione per una prima uscita sulla tavola.
L'uscita fu dai risvolti tragicomici come scrissi in seguito. Il mio sedere e buona parte delle mie ossa piansero per almeno tre giorni, ed era forse la cosa più bella che io avessi mai fatto.
Senza accorgermi presi la malattia della neve e fu la fine. Presi tutti i weekend che avevo liberi e li dedicai al sali e scendi dagli impianti.
Alla fine la montagna era tornata, come se il tuo primo amore ti chiama dopo qualche anno che non vi sentivate più, e la sua voce ti riaccende la fiamma nel cuore.
La ditta nella quale lavoravo chiuse e io mi dovetti cercare un nuovo lavoro nuovo, e fortunatamente lo trovai abbastanza in fretta. In quel periodo conobbi persone con delle esperienze di vita delle più disparate. E da loro capii che non si può lavorare a uso automa per il resto della propria vita. Che ci deve essere un'aspirazione più grande nella vita che quella di far crescere il bonifico che il datore di lavoro ti fa a fine mese. Non ne vale la pena.
Da quel momento fino ad oggi ho consciuto persone chehanno dato una svolta alla loro vita attraverso il loro amore per la montagna. Ora vivono in posti fantastici e fanno lavori faticosi e anche poco retribuiti, ma li fanno nel posto che amano e sono i lavori che amano.
Il passo successivo è stato semplice, mi son detto: Voglio vivere in montagna, e per farlo sarebbe un ottimo lavoro quello del Maestro di Snowboard.
Passo intere giornate a riflettere e a riprogettare la mia fuga, esattamente come quando ero in quarta superiore.

L'idea di base è questa:
Partiamo dal fatto che voglio vivere in montagna e non vedo alternative nel mio futuro.
La stagione invernale che sta per arrivare me la prenderei come periodo sabbatico diciamo, quindi la mia vita in questo periodo non subisce alcuna variazione, continua così.
Intanto cercherei di frequentare l'ambiente alpino il più possibile anche per vedere come muovermi e come potrebbe essere la mia vita in montagna. In particolar modo cercherei di girare in alcuni dei posti che potrebbero offrirmi possibilità e aspettative migliori (Livigno penso che sia il primo fra tutti)
Cercherei di risparmiare qualche soldo (che servono sempre) e aspetterei la fine della prossima estate.
Verso metà settembre mi prenderei un week end e partirei alla volta di Livigno con uno zainetto pieno di bei curriculum vitae aggiornati e ben argomentati.
Arrivato a Livigno comincerei con l'andare all'ufficio informazioni della città per chiedere e avere qualche dritta. Poi armato di pazienza partirei e mi fermerei in ogni posto che potrebbe offrirmi una qualsivoglia posizione lavorativa: Noleggi di sci, alberghi, ristoranti, pizzerie, pub, discoteche, negozi e via dicendo (il massimo penso che sarebbe riuscire a fare lo shaper sugli impianti, ma non è per nulla facile riuscire a diventarlo).
Se malauguratamente Livigno non dovesse offrirmi niente, scenderei verso Bormio e poi verso lo Stelvio, ma ho conosciuto parecchie persone che mi hanno descritto Livigno come la patria per questo genere di lavori, e tutti sono concordi sul dire che non è difficile riuscire a trovare una sistemazione stagionale li.
Metterei la mia preferenza su posti che mi offrano almeno un alloggio, e che mi diano del tempo libero per salire sulle piste, in modo da poter fare snowboard il più possibile e impratichirmi a dovere, magari anche con alcune lezioni di qualche buon istruttore (il maestro dei maestri per intenderci). E poi a fine stagione, se sono pronto, provare le selezioni per entrare al corso da insegnanti. Altrimenti, avendo vissuto qualche mese in questo ambiente comincerei con il cercare una sistemazione in pianta stabile che mi dia la possibilità di vivere anche il resto dell'anno in montagna e le opzioni sono due:
1- Trovare un lavoro che mi permetta di sistemarmi a Livigno o in altre località limitrofe (ad esempio lo Stelvio che permette di sciare anche in estate) fino alla stagione successiva.
2- Oppure riuscire ad unirsi ad una scuola di snowboard che organizza camp estivi, (come 6punto9 con la quale sono stato in Francia ad Agosto) e lavorare per loro come filmer, aiutante, preparazione tavole e via dicendo.
All'inizio della stagione successiva ricominciare la preparazione alle selezioni e sta volta, con due stagioni di preparazione fatte a dovere (l'università dello sci dello Stelvio organizza anche corsi preparatori alle selezioni) voglio essere ottimista e dire che non posso non passarle.
Da li in poi diciamo che non ho ancora progettato niente, apparte il diventare maestro e cercare di riuscirci a campare.

Non aspiro certamente a diventare ricco o a diventare un rider famoso, voglio soltanto vivere tranquillamente nell'ambiente che amo e fare ciò che amo, se non è chiedere troppo.
Per quanto possano pensare le persone che mi stanno accanto, io non mi ritengo un sognatore ad occhi aperti o un povero illuso. So benissimo che ci saranno ancora badilate in faccia, che non sarà facile, che ci saranno delle scomodità e delle problematiche impreviste, che non tutto potrebbe andare come previsto e che il mio progetto si basa su tanti se e su troppi magari.
Chi mi si conosce bene (e sinceramente dubito che ci sia qualcuno che mi conosca così bene) sa che non sono uno che fa cose avventate, e che se ho messo giù un progetto del genere, è perchè ho raccolto informazioni e mi sono documentato nei modi più disparati.
Non mi piacciono discorsi del tipo: "se è quello che vuoi fare fallo e basta" (quindi per piacere non scrivete simili sciocchezze nei commenti).
Non mi piace dovermi arrendere e ammettere di aver fatto dei grossolani errori di calcolo, quindi una volta partito non ho intenzione di tornare indietro a casa di Mamma e Papà se le cose non vanno bene.
Tutte queste cose implicano che se mi muovo, lo faccio con una certa sicurezza (con i piedi di piombo per essere chiari).
Penso che ora che avete letto il mio progetto vi stiate chiedendo: "Ma la ragazza che baciasti una mattina sul treno per Budapest? Nel tuo piano dove sta?"
E la mia risposta è terribile, banale, egoista e al tempo stesso semplice: "Quella ragazza nel mio piano non ha ancora trovato una sistemazione. Nei prossimi mesi spero che la trovi"
Non nascondo neanche che scrivo queste cose per farle leggere alle persone che mi stanno vicino, così che capiscano finalmente di cosa parlo quando dico che me ne voglio andare. Così che si rendano conto che non parlo solo perchè hom una bocca a cui dar fiato.
Perchè io a certe cose ci penso davvero tutte le mattine.


Raldi @ 14:00 | commenti (34)|

venerdì, 02 ottobre 2009
C'è odore di cambiamento nell'aria...

... per i più apprensivi: No, non sono stato licenziato, e non sono cambiamenti di genere sulla mia vita personale.
Probabilemente i lettori più attenti lo avevano già percepito, io in più di un'occassiono lo avevo adombrato (o minacciato a seconda dei punti di vista).
A breve (ma conoscendo i miei tempi neanche così tanto breve), questo blog chiuderà!
Immagino gli svenimenti, le crisi di panico gli strilli convulsi che dilagano per il web.

Non vi preoccupate, non me ne vado. Solamente mi voglio imbarcare in una grande esperienza, e spero che voi (miei fedelissimi lettori) mi seguiate quando sarà il momento.
Ho intenzione di investire qualche eurino nell'acquisto di un dominio, e di svilupparmi un blog personale da me. Sfruttando le conoscenze tecniche che il mio lavoro e un pochino anche i miei studi mi hanno messo a disposizione voglio creare qualcosa di buono e di allettante anche per voi cari lettori.
Per come l'ho pensata sarà un'esperienza a 360°, forse un progetto un poco megalomane, ma voglio creare qualcosa di professionale e serio, che si distacchi parecchio da alcuni miei post passati che (sarò io il primo a dirlo) possiamo definire tranquillamente "web spazzatura".
Ma non vi preoccupate troppo, il tutto è ancora un qualcosa di fumoso che vaga nel mio lato creativo del cervello, deve prendere ancora forma su carta e poi sull'hard-disk del mio pc (che prossimamente subirà formattazione), e solo poi in rete.

Quindi per un pochino di tempo mi vedrete ancora girovagare su questi canali, e proverò ancora per un po di tempo la
nuova piattaforma di splinder. E poi dovrò cercare una persona che ne capisca di grafica web per aiutarmi a progettare il mio nuovo blog e per fare una bella grafica. Ci sono candidati in sala?
Dai su ditemi, cosa ne pensate di questa idea? Cosa ne pensate di un Raldi in versione 2.0 ripulito serio (ma a chi ci crede sulla serietà, certo sarò molto più arguto e ricercherò un linguaggio più pulito prometto)
Dai dai, ditemi, sono curioso

AGGIORNAMENTO DELL'ULTIM'ORA

Sul filone del mio voler ripulirimi blogghisticamente e via dicendo, proprio per andare ad evolvermi nel Raldi v. 2.0, sabato pomeriggio mi potrete trovare a girovagare per la BlogFest 2009 a Riva del Garda, in compagnia del buon Lord Mics.

BlogFest 2009: Io ci sono!

Se qualcuno dei lettori abituè o dei passanti occasionali per queste pagine si trovasse a vagare in quel Riva del Garda sabato 03 ottobre (cioè domani) ci può trovare in giro per i numerosi eventi e BarCamp, in particolare penso che potrete trovarci a curiosare all'ErotiCamp, dove sarebbe praticamente blasfemo non fermarsi.
Va bene ripulirsi e tutto, ma in fin dei conti Raldi è pur sempre Raldi.


Raldi @ 11:07 | commenti (7)|

lunedì, 02 giugno 2008
go go... love


 

Era da parecchio tempo che non prendevo la moto. Dopo la mia caduta la ho usata solo una volta per vedere se le riparazioni fatte erano apposto.
Cosa mi è successo? Perchè ho messo da parte la grande passione per la moto?
Un anno fa ero sempre col culo in sella, non mi fermava niente. Ne la pioggia ne la grandine. Ora inverce saranno almeno due mesi che non accendo la moto.
Mentre corro veloce sento i moscerini sbattermi sulla faccia.
Sputo perchè uno mi è finito in bocca, ho dimenticato a casa la bandana. Mentre sono voltato vedo sulla mia sinistra la campagna, infondo alcuni alberi, l'orizzonte che si sperde. Alzo gli occhi, delle grosse nuvole riempiono il cielo di un atmosfera quasi surreale.
Corro veloce fino a quella solita strada sterrata e poi salgo sul cavalcavia della tangenziale. Mi appoggio alla solita rete e cerco le montagne nell'orizzonte.
Quante volte mi sono soffermato su quel cavalcavia a guardare le montagne lontane...
A pensare di voler fuggire da questo inferno fatto di cemento, semafori, traffico e bordello quotidiano. Sognare di correre con la mia moto su una lunga strada, il tramonto sulla mia sinistra e una leggere brezza estiva a rinfrescarmi e a mettermi allegria.
Dio solo sa quanto quel sogno lo ho desiderato, quanto ci ho creduto e quanto lo ho rincorso.
Quanto ci avessi seriamente pensato; non era la semplice fantasia di un adolescente incazzato con il mondo che lo circondava. Era molto di più. Era la voglia di correre lontano e fuggire dalle preoccupazioni, dai problemi che una vita "normale" ti scaraventa addosso inesorabilmente.
Era la voglia di arrivare un giorno alla resa dei conti e poter dire di non aver rimpianti, di aver visto il mondo in sella alla mia moto e di essere stato realmente libero. Era la voglia di non accontentarsi!
Appoggiato a quel parapetto guardo le montagne. Sento come un tonfo al cuore. Cosa mi sarà successo? Perchè sono cambiato? Perchè più vado avanti più mi sembra di dover lasciare indietro qualcosa che amo?
E' solo una sensazione oppure è realtà?
Cosa è stato in grado di sostituire quel sogno tanto cercato?
E' forse questo quello che chiamano amore?
Un bel giorno arriva a bussare alla tua porta qualcuno,  tu sei li che vivi che combatti tra sogno e realtà. Arriva quel qualcuno a bussare alla tua porta, lasci che entri e ti accorgi che non stai più lottando tra sogno e realtà. Il sogno è li a pochi passi da te, se allunghi una mano ti sembra di poterlo afferrare.
Ti avvicini con cautela, non ti sembra vero che dopo tanto lottare sia arrivato così, da solo. Ti accorgi che non è quel sogno ideale che avevi tanto ricercato. Però in questo sogno ci vedi tanta bellezza, sorridi e pensi che non sia il sogno adatto a te.
Convivi con quel sogno e ogni giorno lo guardi. Ti dici che è bello, troppo bello per essere adatto a te. Che se lo facessi tuo finiresti per distruggerlo. Sei convinto che il tuo destino sia quello di inforcare la moto e di fermarti solo per fare benzina, puntando le forcelle verso quelle montagne all'orizzonte e decidi quindi che quel sogno così bello non sia il caso di prenderlo.
Una mattina ti svegli e ti accorgi che quel sogno è lì. Accanto a te. E' lui ad averti preso, non capisci, sei spaventato. La paura dura poco però, perchè subito dopo aver guardato quel sogno accanto a te, senti una forza incredibile. Non ti sei mai sentito così forte.
Ricordi tutte le lotte passate, ricordi gli avversari affrontati, ricordi tutti i problemi che la vita ti scaraventava contro e ti sembrano sciocchezze. Senti in te quella forza che tanto avevi cercato ma da dove viene?
Da quel sogno che ti sembrava così inadatto. Ti senti bene tra le sue braccia, ti senti come il selvaggio che viene addomesticato e quella che prima pensavi che sarebbe stata una gabbia ti accorgi essere in realtà una grandissima ed immensa distesa. Respiri libertà pura.
Mi volto e guardo la moto, uno degli amori della mia vita. Sembra triste all'idea che questo possa essere un addio, all'idea che non potrà trasformarsi nelle mie ali per volare via.
Mi avvicino e le do una carezza sul serbatoio.
Vengo colto improvvisamente da un sentimento del tutto nuovo, Un misto tra tristezza e felicità. Mi rendo conto che delle scelte vanno fatte, che non è possibile avere tutto.. Soprattutto mi accorgo che per ricevere qualcosa di grande bisogna sacrificare qualcosa di altrattanto grande.
Salgo sulla moto, mi dispiace aver preso così la decisione per entrambi. Aver distrutto il mio sogno di avere le ali e il suo di poter essere le mie ali. Mi sento egoista per aver preferito quel sogno che mi sono ritrovato abbracciato nel letto una mattina di inizio giugno.

Raldi:"Spero che capirai quello che voglio dire"
Moto:"Non ti preoccupare... il mio più grande sogno era quello di essere il tuo mezzo per la felicità"
Raldi:"Lo sei stata... ma ora... sento di dover essere il mezzo per la sua felicità..."
Moto:"Allora vai!!! e sii felice nel renderla felice"
Raldi:"Grazie per aver capito... che la mia più grande felicità è quella di proteggerla e di difenderla..."
Moto:"Basta guardarti negli occhi per capire che sei innamorato..."
Raldi:"Andiamo... ti voglio far conoscere il mio nuovo grande sogno!"

Thanks bambolina


Raldi @ 19:44 | commenti (12)|