Utente: Raldi
Nome: Luca Raldiri
classe 1989 piacere di conoscerti!!! Semplicemente un idiota qualunque con un computer, un cuore, una mente confusa, un blog e parecchi sogni che sfumano giorno dopo giorno. Perchè dovrebbe interressare quello che scrivo? Perchè ho la pretesa di nascondere sempre un messaggio dietro le mie parole
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martedì, 24 novembre 2009
Telegramma dall'aldiqua

Ciao a tutti stop
Mi sento svuotato stop
Il week end non è andato bene come credevo stop
Pensavo di ritornare bello carico e invece sono tornato scarico stop
Tipo  i coniglietti della
pubblicità della duracell stop
E in questo caso io non sono il coniglietto arancion stop
Fino a settimana scorsa ero sicuro dei miei sogni e invece ora no stop
Spero solo che venga una bella nevicata per poter andare sulla neve questo week end stop
Da solo stop
Senza compagni di viaggio pesanti e anche debilitanti per il mio fisico stop
Una giornata riflessiva fuori dal mondo stop
Anche se temo che non riesca a migliorare la situazione stop

Il mio vecchio mi ha fatto una proposta di lavoro stop
La proposta di primo acchitto mi ha lasciato indifferente stop
Ora mi alletta non poco stop
Ho una mente debole e volubile stop
Stop stop


Raldi @ 09:30 | commenti (19)|

lunedì, 09 novembre 2009
Di sogni e belle speranze non abbiamo mai parlato

I più attenti di voi oramai avranno già capito quali sono i miei sogni e le mie belle speranze, ma penso che sia giunto il momento di parlarne apertamente.

Dunque, bisogna trovare un buon punto di partenza: Gli eventi raccontati in Nato sbagliato mi sembrano un ottimo punto da cui cominciare.
Da piccolo non ho mai avuto grossi sogni nella vita, infatti quando i miei compagni d'asilo volevano fare i poliziotti o i dottori, io volevo fare il carrozziere. Aspiravo semplicemente a seguire le orme di mio padre.

io e papàPoi crescendo si cambia, è inevitabile.
Ho cominciato a farmi dei miei interessi e anche (perchè no) delle piccole aspettative un po' romantiche (diciamo).
Facendo judo, e vincendo le prime garette non potevo non pensare che fossi bravino, e che magari quella del atleta professionista fosse la mia strada. (Prima badilata in faccia)

2009_06070008Mi ero appassionato alle moto custom (stile Harley-Davidson per i non avezzi) e, avendo un background da carrozziere, il passo fu breve. Pensai di aprire una bella officina di moto dove avrei elaborato e costruito gioiellini custom su due ruote. (seconda badilata in faccia)


Alla fine ho assecondato la mia passione per la montagna, e ho sognato di trasferirmi nell'ambiente alpino, pensando anche di diventare guardia forestale o alpino.
Ero in quarta superiore quando comincia a progettare la mia fuga da Milano: L'idea di massima era quella di prendere la patente e finire la scuola superiore il più in fretta possibile, cominciare a frequentare con assiduità settimanale la mia casa sopra Varese e iniziare piano piano anche a dargli una sistemata. Trovarsi un lavoro (che poteva benissimo essere il meccanico o il carrozziere) e finire con il trasferirsi in pianta stabile sopra Varese (non sarebbero state chissà quali montagne, ma li ho parecchi amici e il trasferimento non mi sembra neppure dei più drastici).
Tutto procedeva nel migliore dei modi, fino a quando un mattino di marzo, mentre mi trovavo su di un treno per Budapest baciai una ragazza.


Da quel momento tutto cambiò: Misi da parte il mio piccolo sogno di fuga per accettare quella felicità istantanea che mi veniva proposta. Parlai già tempo addietro di quel giorno in cui presi feci una scelta.
Mi trovai un lavoro in un piccolo ufficio e non pensai troppo al futuro, visitavo la montagna sporadicamente giusto con un poco di malinconia addosso e niente più. Tutto svaniva più o meno al rientro a Milano.
Poi, un bel giorno di Dicembre, successe qualcosa. Un evento che mi avrebbe cambiato la vita. Fui tirato in mezzo per una gita in quel Pila. Era già da qualche anno che volevo provare lo Snowboard e colsi l'occasione per una prima uscita sulla tavola.
L'uscita fu dai risvolti tragicomici come scrissi in seguito. Il mio sedere e buona parte delle mie ossa piansero per almeno tre giorni, ed era forse la cosa più bella che io avessi mai fatto.
Senza accorgermi presi la malattia della neve e fu la fine. Presi tutti i weekend che avevo liberi e li dedicai al sali e scendi dagli impianti.
Alla fine la montagna era tornata, come se il tuo primo amore ti chiama dopo qualche anno che non vi sentivate più, e la sua voce ti riaccende la fiamma nel cuore.
La ditta nella quale lavoravo chiuse e io mi dovetti cercare un nuovo lavoro nuovo, e fortunatamente lo trovai abbastanza in fretta. In quel periodo conobbi persone con delle esperienze di vita delle più disparate. E da loro capii che non si può lavorare a uso automa per il resto della propria vita. Che ci deve essere un'aspirazione più grande nella vita che quella di far crescere il bonifico che il datore di lavoro ti fa a fine mese. Non ne vale la pena.
Da quel momento fino ad oggi ho consciuto persone chehanno dato una svolta alla loro vita attraverso il loro amore per la montagna. Ora vivono in posti fantastici e fanno lavori faticosi e anche poco retribuiti, ma li fanno nel posto che amano e sono i lavori che amano.
Il passo successivo è stato semplice, mi son detto: Voglio vivere in montagna, e per farlo sarebbe un ottimo lavoro quello del Maestro di Snowboard.
Passo intere giornate a riflettere e a riprogettare la mia fuga, esattamente come quando ero in quarta superiore.

L'idea di base è questa:
Partiamo dal fatto che voglio vivere in montagna e non vedo alternative nel mio futuro.
La stagione invernale che sta per arrivare me la prenderei come periodo sabbatico diciamo, quindi la mia vita in questo periodo non subisce alcuna variazione, continua così.
Intanto cercherei di frequentare l'ambiente alpino il più possibile anche per vedere come muovermi e come potrebbe essere la mia vita in montagna. In particolar modo cercherei di girare in alcuni dei posti che potrebbero offrirmi possibilità e aspettative migliori (Livigno penso che sia il primo fra tutti)
Cercherei di risparmiare qualche soldo (che servono sempre) e aspetterei la fine della prossima estate.
Verso metà settembre mi prenderei un week end e partirei alla volta di Livigno con uno zainetto pieno di bei curriculum vitae aggiornati e ben argomentati.
Arrivato a Livigno comincerei con l'andare all'ufficio informazioni della città per chiedere e avere qualche dritta. Poi armato di pazienza partirei e mi fermerei in ogni posto che potrebbe offrirmi una qualsivoglia posizione lavorativa: Noleggi di sci, alberghi, ristoranti, pizzerie, pub, discoteche, negozi e via dicendo (il massimo penso che sarebbe riuscire a fare lo shaper sugli impianti, ma non è per nulla facile riuscire a diventarlo).
Se malauguratamente Livigno non dovesse offrirmi niente, scenderei verso Bormio e poi verso lo Stelvio, ma ho conosciuto parecchie persone che mi hanno descritto Livigno come la patria per questo genere di lavori, e tutti sono concordi sul dire che non è difficile riuscire a trovare una sistemazione stagionale li.
Metterei la mia preferenza su posti che mi offrano almeno un alloggio, e che mi diano del tempo libero per salire sulle piste, in modo da poter fare snowboard il più possibile e impratichirmi a dovere, magari anche con alcune lezioni di qualche buon istruttore (il maestro dei maestri per intenderci). E poi a fine stagione, se sono pronto, provare le selezioni per entrare al corso da insegnanti. Altrimenti, avendo vissuto qualche mese in questo ambiente comincerei con il cercare una sistemazione in pianta stabile che mi dia la possibilità di vivere anche il resto dell'anno in montagna e le opzioni sono due:
1- Trovare un lavoro che mi permetta di sistemarmi a Livigno o in altre località limitrofe (ad esempio lo Stelvio che permette di sciare anche in estate) fino alla stagione successiva.
2- Oppure riuscire ad unirsi ad una scuola di snowboard che organizza camp estivi, (come 6punto9 con la quale sono stato in Francia ad Agosto) e lavorare per loro come filmer, aiutante, preparazione tavole e via dicendo.
All'inizio della stagione successiva ricominciare la preparazione alle selezioni e sta volta, con due stagioni di preparazione fatte a dovere (l'università dello sci dello Stelvio organizza anche corsi preparatori alle selezioni) voglio essere ottimista e dire che non posso non passarle.
Da li in poi diciamo che non ho ancora progettato niente, apparte il diventare maestro e cercare di riuscirci a campare.

Non aspiro certamente a diventare ricco o a diventare un rider famoso, voglio soltanto vivere tranquillamente nell'ambiente che amo e fare ciò che amo, se non è chiedere troppo.
Per quanto possano pensare le persone che mi stanno accanto, io non mi ritengo un sognatore ad occhi aperti o un povero illuso. So benissimo che ci saranno ancora badilate in faccia, che non sarà facile, che ci saranno delle scomodità e delle problematiche impreviste, che non tutto potrebbe andare come previsto e che il mio progetto si basa su tanti se e su troppi magari.
Chi mi si conosce bene (e sinceramente dubito che ci sia qualcuno che mi conosca così bene) sa che non sono uno che fa cose avventate, e che se ho messo giù un progetto del genere, è perchè ho raccolto informazioni e mi sono documentato nei modi più disparati.
Non mi piacciono discorsi del tipo: "se è quello che vuoi fare fallo e basta" (quindi per piacere non scrivete simili sciocchezze nei commenti).
Non mi piace dovermi arrendere e ammettere di aver fatto dei grossolani errori di calcolo, quindi una volta partito non ho intenzione di tornare indietro a casa di Mamma e Papà se le cose non vanno bene.
Tutte queste cose implicano che se mi muovo, lo faccio con una certa sicurezza (con i piedi di piombo per essere chiari).
Penso che ora che avete letto il mio progetto vi stiate chiedendo: "Ma la ragazza che baciasti una mattina sul treno per Budapest? Nel tuo piano dove sta?"
E la mia risposta è terribile, banale, egoista e al tempo stesso semplice: "Quella ragazza nel mio piano non ha ancora trovato una sistemazione. Nei prossimi mesi spero che la trovi"
Non nascondo neanche che scrivo queste cose per farle leggere alle persone che mi stanno vicino, così che capiscano finalmente di cosa parlo quando dico che me ne voglio andare. Così che si rendano conto che non parlo solo perchè hom una bocca a cui dar fiato.
Perchè io a certe cose ci penso davvero tutte le mattine.


Raldi @ 14:00 | commenti (34)|

giovedì, 05 novembre 2009
Enjoy the silence

A voi piace il silenzio?
No sul serio, fermatevi un attimo, spegnete le casse dello stereo, cercate di rendere lo spazio che vi circonda il più insonorizzato possibile e ascoltate.
Vi piace quello che sentite?
A me il silenzio piace da morire, mi piace sentire il vuoto. Mi da una sensazione di pace, tranquillità, calma.
Penso che sia per questo che mi piace da matti stare in piedi la notte quando tutti dormono e in casa c'è finalmente silenzio.

E' anche vero che i silenzi non sono tutti uguali, ci sono momenti in cui il silenzio è piacevole, anzi è quasi obbligatorio.


Come fai a non startene un po' zitto davanti a una simile vista? (Arrivo del trenino sul Monte Generoso - Mendrisio (in lontanaza Monte Rosa e Cervino))
Non puoi far altro che spegnere il lettore mp3 e fermarti un attimo a guardare.
Per un dannato minuto non puoi non mettere in pausa tutto quel frastuono che hai nel cervello e non pensare a nulla.

Ci sono poi momenti in cui vorresti il silenzio, ma sembra impossibile averlo.


In certi momenti, io mi creo una sorta di silenzio immaginario, come se staccassi il jack audio delle orecchie, e il silenzio è fatto. Al massimo si sente giusto un piccolo ronzio di sottofondo.
In questi momenti la mente vaga. Il pensiero naufraga e ti ritrovi a pensare cose che non stanno ne in cielo ne in terra.


Ti saltano fuori progetti folli campati per aria. Talmente folli che potrebbero addirittura essere veri.
Sono progetti piacevoli in fin dei conti. Ti ritagli vari spazi di tempo per pensarci e per affinarne i particolari.
Tanto che dopo qualche tempo ti convinci che non sono poi tanto folli, anzi, sono fattibilissimi. Basterebbe solo...


Forse però è meglio che non ti distrai troppo mentre sei nel traffico cittadino!

Ma non divaghiamo, torniamo all'argomento principale: il silenzio.
Alla fine invece ci sono silenzi (sembra banale dirlo) che fanno più rumore di un elefante in preda ad un attacco di isterismo.
Sono quei silenzi che cerchi di coprire alzando il volume dell'autoradio. Quelli che cerchi di spezzare facendo qualche colpo di tosse o lasciandoti andare a brevi disquisizioni metereologiche: "Fa freschino questa sera!"(ed altre che non sto qui a scrivere per la banalità).
Sono quei silenzi che ti mettono addosso una specie di angoscia. Sono tristi. Tristi come un funerale in Novembre, a Lodi, con la Nebbia, e il carro funebre ha anche bucato una gomma. (cit.
Oggi sposi)
Cosa fare in questi momenti?
Quasi in automatico sfuggi da questa situazione scomoda e ritorni in quella piccola stanzetta del tuo cervello per tornare ad affinare i tuoi progetti. Ed è in questi momenti che le follie ti sembrano l'unica via di fuga, l'unica ancora di salvezza.

Poi alla fine qualcuno rompe quel silenzio improvvisamente.
"Buona notte..."
"Notte..."
"A domani..."
Non resta altro da fare che inserire la prima e lasciar scivolare l'auto verso casa, fare una passeggiata con
Pit, e poi mettersi a letto con il netbook sulle ginocchia per scrivere qualcosa .
Scrivere per potersi sentire, in una notte silenziosa in cui tutto tace e finalmente posso avere un po di pace... anche io (Mancherebbe solo una sigaretta,
in certi momenti ho proprio voglia di arrotolarmi una sigaretta come ai vecchi tempi).


Raldi @ 11:32 | commenti (11)|

martedì, 20 ottobre 2009
Certo che ne è passata di acqua sotto i ponti...

Non è strano come cambiano le persone.
Si cresce, è inevitabile, ma è di una tristezza infinita.
Mi sono accorto che scrivendo
Nato Sbagliato mi sto raccontando. Sto scrivendo una vita di ricordi, un racconto scandito da episodi, allegri e tristi che ho vissuto.
E' un po' come mettersi a confronto con se stessi. Sembra di stare di fronte ad uno specchio che riflette la propria immagine ringiovanita.
E' triste come cosa. Rivedersi piccoli ai tempi della scuola. Ci si accorge che si è cambiati parecchio. Anche quando si prometteva di non cambiare mai. Si credeva ancora in valori genuini. E si vedeva il mondo in solo due colori Bianco e nero. E ora invece... si sono scoperte una marea di tonalità di grigio.
La malinconia certe volte mi assale mentre scrivo, e la cosa non mi è mai successa. Mi torna in mente il mio primo amore, e mi rendo conto di quanto bruciava dentro quel sentimento. Dei crampi alla bocca dello stomaco e di tutte quelle belle promesse sullo stare insieme per sempre.
Parole stupide in bocca ad un quindicenne che però ci credeva sul serio quando le diceva, e che ora porta una profonda cicatrice sul petto con il suo nome.
Tutto quello che è stato dopo si è avvicinato a quel sentimento ma non lo ha mai eguagliato in intensità di emozioni. Penso che non potrà mai tornare un covktail di sentimenti così bruciante.
Rileggo di vecchi amici e di fredde serate passate nel parchetto su quella panchina. Mi ricordo come ero e mi confronto con il me che sono ora.
Un cattivo elemento. Così mi vedeva la mamma della biondina, e infondo penso che non avesse tutti i torti. Ero uno spostato mentale, un teppista, eppure trattavo sua figlia come una principessa. Ho sempre pensato che fu lei a salvarmi da me stesso e farmi capire che un futuro c'era anche per uno come me.

Era qualcosa del genere tra di noi, lei tutta carina e pulita, io un rozzo scimmione non alla sua altezza.
Eppure insieme era una chimica perfetta. Almeno a me sembrava così. Il tempo poi dimostrò che mi sbagliavo.
Ma purtroppo si cresce, ci si lascia, si passa da una storia senza capo ne coda ad un'altra e intanto si finisce la scuola e arriva il momento di farsi una busta paga.
Si abbandonano i sogni semplici come quello di fare il meccanico di moto o di andare a vivere in montagna, per cosa?
Per un bonifico di 1000 euro al mese sul conto corrente ecco cosa.
Si comincia una nuova storia con una nuova ragazza impegnandosi nel cercare di farla funzionare a dovere (oramai l'amore ha cambiato completamente significato. E' svanita quella dolce illusione che rendeva tutto così magico quando avevi quindici anni), si cerca di mettere la testa a posto per costruire qualcosa di concreto (come vorrebbero i tuoi genitori), si ingoiano rospi come fossero caramelle, si abbassa la testa e si chiudono gli occhi per non vedere. E alla fine... ci si abitua.
Guardandosi allo specchio non si può che provare ribrezzo per se stessi. La nauesea comincia a farla da padrona.
Si cerca ogni singolo appiglio per dimostrare a se stessi che non si è caduti così in basso, e intanto ci si sistema per andare in ufficio bello e pulito, così magari raccimoliamo qualche 100 euro in più a scadenza contratto o almeno un misero rinnovo.
Non è così che vedevo me stesso proiettato nel futuro. Quel bambino nello specchio mi guarda con disgusto ed è come una pugnalata al costato.
Intanto il cervello macina pensieri come fossero chicchi di caffè. Si vede ogni paranoia amplificata, e ci si rende conto che bisogna fare qualcosa. Decidi di rimboccarti le maniche e sforzarti per realizzare uno dei tuoi desideri di sempre, almeno uno per creare la tua piccola felicita. Ti ritrovi messo davanti ad una scelta: Te stesso o i tuoi affetti, una domanda ingiusta.
Abbassi le orecchie e rimandi la scelta ad una data migliore. E intanto soffri. E nessuno sembra accorgersene e la cosa ti fa soffrire di più.
Ti domandi se ami troppo chi ti sta accanto e sei troppo buono, oppure se ami troppo poco e sei solo un egoista. La realtà è che neanche tu sai cosa sei.

Uno sfogo come tanti, oggi mi sento triste e malinconico, è uno di quei giorni in cui vorresti mandare a fanculo tutti e fare solo quello che ti rende felice.
Ti senti stanco e disgustato e decidi di dire le cose come stanno sperando (inutilmente) che sortiscano un qualsiasi effetto dirompente che ti cambi la vita.
Chiedo scusa a me stesso e a voi lettori.


Raldi @ 11:23 | commenti (27)|

martedì, 13 ottobre 2009
Voi ci avete mai provato a...

... ingoiare una pastiglia con il mal di gola?
Io ho appena fatto quest'orribile esperienza circa venti minuti fa, e tutt'ora il dolore persiste vivo e allegro nella mia gola.
Esatto, il vostro amato bloggher è ammalato!
Prima che vi facciate prendere dal panico da contagio, No, non è la suina. E' solamente un cazzo di mal di gola, che si sta trascinando dietro tutti i suoi strascichi del caso (naso che cola quantità indiscrevibili di una sostanza giallognola e appicicaticcia, male alle orecchie, un mal di testa che mi fa venir volgia di prendere a testate il separeo dell'ufficio, e chi più ne ha più ne metta)
E' da domenica che ste casso di placche in gola mi stanno assediando, e tra l'altro ieri avevo anche l'annuale visita medica per l'abilitazione a fare agonismo.
Tra il mio stato di convalescenza e l'incapacità della para-infermiera (mi rifiuto di chiamarla infermiera) filippina è stata un'impresa riuscire a passarla.

Para-infermiera filipiina (pff): Quando ielo dico soffi forte nel tubetto
Raldi: Si capito
pff: Soffi
R: fuuuu
pff: Non basta, rifacciamo
R: fuuuuuuuuuu
pff: Non le avevo dato il via...
R (già con un bronco in gola): va bene
pff: Ok ora...
R: fuuuuuuuuuuuuuuuuuu
pff: Non basta, un'altra volta se no non potrà passare l'esame
R: Se va beh, mi faccia prendere bene fiato...
Pff: Ora!
R: FUUUUUUUUUUUUUUUU
Pff: Complimenti, questo si che era giusto
R: ...
pff: Si sente bene?
R: ...

Poi ovviamente è stata la volta del sottosforzo, che praticamente consiste in un elettrocardiogramma prima e dopo lo sforzo.
Il problema è che lo sforzo consiste nell'andare su e giù da un gradino alto quanto la mia coscia, a piedi nudi, quindi dopo un po' non tanto per la fatica quanto per il dolore ai piedi non ce la fai più a fare su e giù. Dopo 3 minuti di dolore ai piedi devi correre sul lettino, farti attaccare tutti i tubetti e stare immobile. E fin qua nulla di complicato, non fosse che l'infermiera idiota non riesce a far attaccarmi quesi benedetti tubetti al petto.
E quindi ho dovuto rifare l'esame tre volte, sforzo e dolore ai piedi compreso.
poi è stata la volta dell'esame degli occhi, e ho avuto la riprova di quello che sospettavo da un po di tempo.
Mi è calata la vista!
Dai miei 11/10 di cui andavo più che fiero, a un misero 9/10 (secondo il tabellone del medico).
Il fatto è che ad esempio ho notato che se devo mettere a fuoco delle scritte distanti ho bisogno di un po più di tempo per renderle leggibili. Ad esempio coi cartelli per strada. Seconod me è colpa del mio lavoro davanti al pc...


Raldi @ 10:25 | commenti (12)|

lunedì, 01 dicembre 2008
La nuova passione del nostro eroe

Lo scorso weekend, colto dal consueto raptus sadomaso e fanciullesco che mi coglie appena vedo la neve che vien giù, mi sono deciso.
"Questo anno non ci sono scuse! Andrò finalmente a sciare... e imparerò lo snowboard!", così ho detto con fermezza, farei notare che la stessa dichiarazione oramai sono parecchi anni che la ripeto, anche se ogni volta succede sempre qualcosa che mi impedisce di andare sulle piste da sci.

Eh ma sta volta non ci sarà scusa che tenga, non ci saranno strade bloccate che mi fermeranno, non ci saranno bufere che mi bloccheranno in casa, non ci saranno evidenti mancanze di liquidi che mi persuaderanno... Così alla fine alle 8 del mattino del 30 novembre stavo parcheggiando la mia auto in quel di Pila.
Miei compagni di avventura erano tre che di piste sciistiche almeno avevano idea di come fossero fatte, due snowboarder provetti ed una sciatrice esperta che per una volta voleva mettere da parte gli sci e provare la tavola.
La mia inesperienza in campo sciistico era ben visibile appena ho poggiato piede fuori dall'auto.

ABBIGLIAMENTO DEI COMPAGNI:
- Occhiali da sole o maschera di protezione
- Caschettino con forma performante
- Protezione viso per non congelare
- Giacche a vento tattiche con porta ski pass
- Pantaloni impermeabili dal disegno che lasciava intuire alta professionalità
- Pratici scarponi imbottiti
- Attrezzature varie ed eventuali tra cui protezioni per il fondoschiena

ABBIGLIAMENTO DI RALDI:
- Occhiali stile aviatore della seconda guerra mondiale, utilizzati per andare in moto quando si vuole impersonificare un motociclista vintage
- Cappelino di lana vecchio come il cucù dai colori dubbi
- Per proteggere il viso dal freddo la sola barba lasciata crescere con cura da una settimana
- Bomberone risalente all'epoca in cui i bomberoni andavano di moda, il giubbotto di pelle mi era stato vivamente sconsigliato
- Pantaloni da sci con bratelle, provenienti da un angolino remoto e sperduto dell'armadio, acquistati anni a dietro in previsione di una sciata sempre rimandata
- Scarpe da tennis per altro basse e con suola liscia, ideali per muoversi sulle piste

Dopo aver noleggiato, con non poco imbarazzo e con tanta ignoranza uno snow board mi sono inerpicato fino alla pista baby e dopo aver montato sulla tavola ho ufficilmente dato inzio alla mia personalissima carrellata di cadute più o meno dolorose.
Sfruttando tutta la mia capacità nel fare il ninja mia avvicinavo quatto quatto ai maestri intenti a spiegare e carpivo ogni informazione ed ogni trucco per poter mantenere la mia faccia lontana dalla neve per più di 5 minuti.
Ad un certo punto  chiedendomi come mai cadessi sempre su dei bitorzoli del manto nevoso mi tocco il culo, e scopro che il fondo del mio pile mi era congelato, così che mi ritrovassi un polaretto conficcato nel fondoschiena ogni volta che cadevo.

Verso sera riuscivo quantomeno a frenare e a mantenere un sorprendete equilibrio che in certi momente si dimostrava parecchio precario, ma tutto sommato soddisfacente per essere la prima volta su una pista da sci con uno snowboard, anzi, la prima volta su una pista da sci.
Prima di partire per un ultima discesa che comprendeva anche un trattino di pista nera (che ho fatto praticamente continuando a frenare) mi son fermato al rifugio per un ristoro, qui ho goduto come un porco nel fango nel vedere uno di quegli odiosissimi bambini della scuola di sci, quelli che ti sfrecciano come saette da tutte le parti mentre stai scendendo tranquillo, cadere per terra scivolando sul pavimento, e facendosi anche non poco male, tiè così impari a ridere quando uno cade sulla pista.  

Qui di seguito vi allego un filmatino abbastenza esplicativo sul mio stile di sciata

Finalmente dopo anni di tentativi sono riuscito ad andare a provare lo snowboard e vi devo dire che è una figata, mia sono divertito da morire, cadute comprese, in un folle raptus di follia sciallacquatrice potrei anche comprarmi tutto il corredo per snowboardare in autonomia.
Inutile dire che l'essere stato in montagna un giorno intero mi ha fatto sentire da dio.
Sono sempre più convinto che vivere in quei posti sarebbe stupendo, se mai un giorno verrò colto dal bisogno di cambiare vita mi offrirò come lavoratore in qualche baita o in qualche rifugio, per ora vi rendo soltanto partecipe che oggi al rimettere piede in ufficio avevo com un senso di nausea, oltre che a un gran mal di culo


Raldi @ 15:24 | commenti (6)|

lunedì, 03 novembre 2008
Non esistono più le Albachiara di una volta

Carissimi i miei lettori, mi torvo oggi a vestire i panni del critico del cinematografo. Sapete bene che mi piace spacciarmi per intellettuale a volte. Ok mi piace tanto spacciarmi per intelluttale perchè infondo orsù io ci ho un capa tanta!

Sabato pomeriggio stai facendo un pisolino tranquillo tranquillo nel tuo lettino ma ti tormenta un imperterrito dubbio: Cosa diavolo faccio questa sera con la mia ragazza?
Alla fine decidi di mettere da parte il tuo orgoglio intellettuale per fare qualcosa di apprezzabile per la tua lei (poi non dite che non è vero amore tze), la porti a vedere uno di quei film che si presentano come l'ultimo prodotto del filone moccia-scamarcio-muccino-e compagnia bella.

Così il sabato sera alle 8 ti ritrovi sotto casa sua in macchina che attendi il suo arrivo, fai il solito check-up: alito, barba, capelli, odori vari ed eventuali, vestiario, sedili, ultimo ruttino per digerire la cena, caramellina e infine decidi di poter congedare per la serata i neuroni addetti ai seguenti incarichi: Intellettuale, filosofico, creativo (però tu non andare troppo lontano che magari ci scappa un post serata), orgoglistico. Così mentre i 4 neuroni se ne vanno a fare l'happy-hour in qualche localino invece avverti tutti i neuroni addetti al filtraggio dei pareri, delle impressioni, delle parolaccie gratuite e degli insulti scontati, che si dovranno fare il turno doppio preparando per bene un argine contenitivo che manco la diga del Vajont (Possibilmente senza che crolli tutto).
La tua dolce metà ti si presenta in macchina tutta bella agghindata, capelli raccolti, cappottino sotto il suddetto copriabito il golfino con il collo largo e slavo che fa molto Kim Basinger in nove settimane e mezzo (ma dio quanto mi arrapa quella donna in quel film). Dopo aver messo in codice rosso il neurone addetto al filtro delle emozioni bestiali riguardanti il sesso, accendi la macchina e parti, destinazione il multisala.

Arrivato al cinemino non trovi parcheggio manco a voler parcheggiare praticamente a casa tua, senti la tua testa che comincia a fumare a causa del frenetico lavoro di filtraggio che si fa difficile, quando ti rendi conto che il dio dell'amore vede cosa stai facendo per la tua ragazza, e decide di aprirti un piccolo varco dove parcheggiare. Così i neuroni tirano un sospiro di sollievo vedendo la mareggiata che si ritrae.

Ti siedi al tuo buon posto, due efusioni con la fanciulla, anche leggermente disturbato dal fatto che quel imbecille del cassiere, con mille posti liberi ha deciso di impignare tutti e duecento gli spettatori sulle ultime tre file, senza neppure lasciare un posticino per i cappotti.

Il film comincia, la prima scena ti mostra sta ragazzetta che a sentirla parlare ti da l'idea di una scemotta strafatta di cocaina e anche un poco dislessica (la prima impressione non si dimostrarerà sbagliata), ti porti avanti per capire bene quello che dice cercando di tenere il filo del discorso. Tutto a un tratto però durante lo sforzo di seguire le cazzate che dice ti saltano all'attenzione alcune parole chiave del sistema operativo del tuo cervello (un po come quando uno digita ctrl+c o quelle robe li sulla tastiera, che coincidono con azioni ben distinte), come pompino, o eravamo tutti e tre nudi nella vasca, glielo ho preso in boca e via discorrendo.
Per un attimo ti stai domandando se non hai sbagliato sala e sei finito in quella a luci rosse, oppure se questo filmetto ti si dimostra invece che l'ultimo prodotto del genere sopracitato, un buon successore del filone: film che attirano tutte le ragazzine in mancaza di pene e tutti i pippaioli cronici, promettendo scene spinte in cinema non hard (quindi senza la vergogna di entrare in uno di quei posti) e alla fine non mostrano neppure un pelettino pubico (Melissa p. ne fu il film capostipete, e io).
Ti metti in attesa guardando disinteressato il filmetto.
E via che assisti a questi salti acrobatici di palo in frasca, da un genere all'altro, droga, sesso, violenza, bidelli spacciatori, poliziotti che si vendono la droga, discoteche in cui ci si impallina con pilloline blu, e poi ancora aironi che si mettono a svolazzare dal nulla in uno scenario fantasy, che manco il miglior trip di marijuana che ti sei fatto nei tempi passati.
Arrivi così all'intervallo che sei un attimino sconcertato, non sai se il film ti piace o meno, ti guardi attorno e vendi tante faccie disgustate, gente che è indecisa se prendere e andarsene a spendere il proprio tempo in posti migliori. Guardi la faccia della tua ragazza e capisci che l'insoddisfazione prende anche lei, insomma tutta la sala (che si era presentata volendo guardare un nuovo scusa ma ti chiamo amore) è sull'orlo dello sbocco, invece te sei li spiazzato.
Nel tuo cervello non sanno bene come comportarsi, bisogna fare qualcosa, cerchi di ricordare eventi simili, e nella tua memoria ti vien fuori quando sei andato a vedere il "così è (se vi pare)" di Pirandello, anche li all'intervallo eri spiazzato, ma alla fine seguendolo con molta attenzione hai imparato cose interessanti ed eccellenti spunti di riflessioni.
Ora sai cosa fare: ALLARME ROSSO A TUTTO IL CERVELLO! Richiami subito in servizio con urgenza tutti i neuroni che hai congedato, l'orgolgistico ti si presenta con in mano due salatini ed un campari che non aveva ancora finito, ogniuno ai propri posti. Fuori dai coglioni i neuroni filtro e dentro quelli spugna bisogna recepire ogni singolo particolare, abbiamo già perso abbastanza, l'impresa non è facile ma ce la possiamo fare.

Appena ricomincia il film lo segui, scene di sesso che ti stuzzicano la fantasia, ma non è questo il momento, cerchi di accendere tutte le psinapsi cerebrali per elaborare tutto quello che vedi.
Tutto intorno si cosparge odore di bruciato, un poco di fumo ti esce dalle orecchie, e si sente anche un leggero olezzo tipico di qualcosa di alcolico brucia, i neuroni dell'Happy Hour si erano portati di nascosto una boccietta di liquore per finire l'aperitivo.
La tua ragazza ti guarda preoccupata ma tu hai una missione più importante ora, APPRENDERE!!!

Entusiasta del film rimani seduto sulla poltrona a leggere anche i titoli di coda, mentre gli adetti alle pulizie ti cercano di cacciare colpendoti con la scopa le caviglie, uscendo cerchi di cogliere tutti i disgustati commenti dei presenti e te ne senti gratificato. Perchè a te il film ti è piaciuto, perchè tu ne hai saggiato il senso e gli spunti di riflessione. Decidi così che il lunedi appena arrivato in ufficio ti metterai subito alla ricerca di recensioni e quant'altro in modo da poter scrivere un bel post sul tuo blog e in modo da poterti acculturare ancora un pochino su quanto visto.

Il lunedi ti accorgi però che il resto della rete non è dalla tua parte e che di informazioni non ce ne è abbastanza così scrivi una storia comica, mandi tutti i neuroni in vacanza per una giornata e ti lasci cadere sulla tua sedia da ufficio assumendo uno sguardo da ameba dovuto al fatto che nel tuo cervello tutti i neuroni sono usciti lasciando il sistema operativo in modalità provvisoria per rispondere a precise parole chiave:
Suona il telefono: nomedellasegretissimaazienda buongiorno... guardi in questo momento non posso esserle utile possa chiederle di richiamare... tu tu tu
Scoppia un incendio: Ci si alza si salta fuori dalla finestra e ci si dirige amebamente verso il vicino bar per un aperitivo mettendosi così in salvo
Terremoto: ci si infila sotto il tavolo e si attende... in caso di crollo del soffito ci si lascia andare alla bestemmia libera
Il capo ti chiama per parlare: Annuisci dici di si e ogni tanto sorridi facendo un inchino di riverenza
Finisce l'orario lavorativo: Sali in macchina e corri verso casa senza fare troppo caso a semafori, pedoni e quant'altro, le risorse minime del tue cervello in questo momento non ti permettono di usare tali premure  
Udisci parole inerenti al sesso come pompino, leccare, culo, tette, ecc...: ALLARME ROSSOOOOOOO! 

P.S.
Io volevo fare una cosa seriosa lo giuro. Ma è venuta fuori così! Prometto che prossimamente raccoglierò informazioni, riguarderò il film (Ovviamente mica lo scarico... ritorno al cinema e pagherò altri 7 euri e 80 cent), prenderò appunti mentali che immancabilmente finiranno persi nei meandri del mio cervello e scriverò una vera recensione del film... per ora accontentatevi di questo...

 


Raldi @ 11:05 | commenti (12)|

sabato, 23 giugno 2007
Gaf linguistico-geografiche

Proseguono le grasse risate alla carrozzeria Magellano... eh si... eheh...

Raldone: Su su... prendete il paraurti... che lo montiamo...
Ali: Io prendo a sinistra tu a destra...
Raldi: Va bene io a destra... su andiamo
Raldone: Ma cazzo... metteteci un po di passione...
Ali e Raldi fanno un sorriso mezzo compiaciuto per mostrare passione
Raldone: Ali... quel cazzo di paraurti lo vuoi tenere su da cristiano?
Ali: Ma io non sono cristiano!
Raldi: Va bhe tieni su da mussulmano che va bene lo stesso!
Raldone: Eh no... i mussulmani scrivono al contrario... non è che montano pure i paraurti al contrario?

Eh bhe... che grasse risate... ehehe.... il lavoro comunque... per dovere di cronaca continua a fare schifo! Infatti abbiamo moderato la nostra velocità di lavoro... così almeno ci sembra di lavorare tutta la giornata e non ci annoiamo... anche se alla fine la noia arriva sempre!

Raldone: We... Luca(nome di battesimo del caro Raldi)... da quando sei dimagrito metti le magliette L
Raldi: Eh si... devo far vedere che sono muscoloso...
Raldone: Ali hai capito... adesso deve andare a fare il fighetto...
Ali: Eh si... poi da quando è dimagrito è più... più... simpatico!
Raldi: Come simpatico?
Ali: Si simpatico
Raldone: Ah... perchè a te i grassi stanno antipatici?
Ali: Si... No... cioè... come si dice...
Raldi: Va bhe Ali... a natale ti regaliamo un bel vocabolario
Raldone: Ma lui non festeggia il natale... non è cristiano!
Raldi: Ah... pensvo che lo festeggiavano tutti... allora te lo regaliamo per il ramadam...
Ali: va bene...
Raldone: Ma se non festeggi il natale... allora il 25 dicembre puoi venire a lavorare!
Ali: Si e sto a casa al ramadam...
Raldi: Papa... non so quanto ti convenga... il ramadam dura un mese intero...
Raldone: No no... stai a casa il 25 dicembre e stop!

Per le prossime gag della carrozzeria Magellano sintonizzatevi sempre su questo canale... alle... alle... quando ciò voglia di scriverle le scrivo punto e stop!


Raldi @ 13:22 | commenti |

mercoledì, 20 giugno 2007
Che i Italia ci fosse crisi si sapeva...

... ma così si esagerà!
Eh... si... cari miei... la crisi nel lavoro in italia oramai è da un po' che se ne si sente parlare... ma oggi abbiamo superato ogni limite.
Allora... spieghiamo per bene... dopo gli inutili tentativi di trovare lavoro in qualche officina mi sono rassegnato al fatto di lavorare nella cara e vecchia carrozzeria di mio padre...
Il bello sapete qual'è... che non c'è una mazza di lavoro da fare... niente!!! Ma proprio niente... e quel poco che arriva... rompe pure le balle... non si può continuare così:

Raldone: Cazzo... ma come si fa?
Ali(nuovo e simpaticissimo operaio di mio padre... libanese... credo): Cosa?
Raldone: Possibile... siamo qui in tre... dovremmo spaccare le montagne... e invece...
Raldi: E invece non ci danno manco una misera pietra da spaccare... figurarsi una montagna...
Ali: Non capisco...
Raldi: uhm... allora è semplice... ti spiego...
Raldone: Se va bhe... mettetevi a fare i filosofi spiritosi... io me ne vado a fare una partita a spyder!

Eh si... a quanto pare mio padre è diventato uno spyder-dipendente... sapete che cosa è spyder?
E' quel giochino stupido di windows nel quale bisogna mettere insieme la scala per eliminare tutta la colonna... è una cagata come gioco... ma da spiegare è complicatissimo!
va bhe... mentre il vecchio si è andato a fare la sua dose di Spyder nel ufficio siamo riamsti in officina io e l'operaio... io seduto sulla mia comoda sedia a girevole e lui seduto su una panca...

Raldi:mmm... gnam... che sonno... non c'è un cazzo da fare... mi sto annoiando...
Ali: Ah... beccato... hai chiuso gli occhi... ti stavi per addormentare... non si dorme sul lavoro...
Raldi(scattando in piedi): Lavoro... e dillo prima che ci stavo sopra... su su facciamolo...(ironico)
Ali: Su cosa stavi? Cosa dobbiamo fare?
Raldi: Oh ma io a te ti devo far eun corso di ironia... non capisci un battuta che sia una...
Ali: Si ma un altra volta... ora sono annoiato...

E via... così poi si passano un quarto d'ora in silenzio... guardandosi attorno cercando anche il più stupido gioppino per sollazzarsi qualche secondo...
Dopo un po... Ali parte ed intona una canzone in arabo... il ritmo era carino... il testo... bho...

Ali: £&%&%%£&T)=&&/ /&/%&/()/?=)=)/$$//&%/ Eheheh... capito?
Raldi: Si non ho capito solamente l'ultima frase...
Ali: Davvero hai capito tutto il resto? Dove hai imparato la mia lingua?
Raldi: Ora io non so se tu lo fai apposta o sei così di natura...
Ali: no no... io faccio apposta... eheheheh %&/)==0 ()/&%&=?) OU((&(
Raldi: Cos'è... vuoi sfida... Oh mia bella madunina... ti te domini il Milan...
Ali: Cosa hai detto?
Raldi: Ahahah... t'ho fregato... ahahah... oh mia bella madunina... canzone di Milano...
Ali: Ma questo non è italiano!
Raldi: No... è dialetto... del nord!
Ali: Del nord?
Raldi: Eh si... ci sono terroni del sud... e polentoni del nord... io sono polentone... puro sangue... cioè voglio dire... mica pizza e fichi!
Ali: Pizza e fichi? no io non ho fame...
Raldi: Uh signur...
Ali: Cosa hai detto?
Raldi: Niente altra roba da polentone...
Ali: E io cosa sono... polentone o terrone?
Raldi: Uh... bho... di dov'è che sei tu?
Ali: Libano!
Raldi: Ah... ehm... bho... facciamo test!
Ali: Test?
Raldi: Si... allora devi dirmi solamente se il Libano è sopra o sotto il fiume Pò
Ali: Non so... prendo tutto città?
Raldi: Ehm... aspe... da qualche parte c'era un atlante... eccolo... allora... eccolo
Ali: allora... Dove sta Libano?
Raldi: E no... non ci siamo... tu sei terrone... e mi sa pure di quelli giù giù
Ali: Eh... ma io non voglio essere terrone...
Raldi: Eh... sai quanti non vorrebberò...
Ali: Non si può cambiare
Raldi: Eh non credo... ci sono regole ferree... bisognerebbe chiedere al senatur... ma ho visto che è impegnato...
Ali: Chi?
Raldi: Lascia stare... troppo complicato... ma si... facciamo così... tu non dirlo a nessuno e vedrai che non ci fanno caso...
Ali: Si si!

Dopo questo bel intrammezzo dopo la ventesima partita persa esce dal ufficcio il capo e ci vede dialogare e intonare oh mia bella madunina... che mi sono gentilmente offerto di insegnare ad Ali per permettergli un migliore camuffamento. Allor che indignato ci fa scattare sul attenti e ci avverte del prossimo arrivo di un auto per smontare il muso... febbricitanti di poter finalmente avere qualcosa da fare ci prepariamo con gli attrezzi in mano tipo meccanici da formula 1.
Appena l'auto varca la soglia del officina il padron non fa in tempo a consegnare le chiavi a Raldone che io ed Ali abbiamo già tra le mani il cofano con l'acquolina alla bocca...
Raldone corre subito ai ripari afferrando una chiave del tredici e smontando il paraurti per timore di restare senza nulla da fare...

Che brutta bestia la noia


Raldi @ 21:10 | commenti |